 Investire sul mattone fa parte della genetica italiana. E’ il sogno di tutti gli abitanti del BelPaese diventare proprietari di casa. Se per viverci o come investimento sicuro non importa. Basti pensare che l’87% delle famiglie vive nell’immobile che ha comprato.
Ma per quanti non riescano a soddisfare questa aspirazione, e sono alla ricerca di una casa in affitto, arriva comunque una buona notizia: nei primi sei mesi dell’anno i canoni di locazione hanno segnalato ancora ribassi dei valori a livello nazionale, pari al -0,4% per i bilocali e al -0,2% per i trilocali. Mentre nelle grandi citta’ la contrazione e’ stata rispettivamente dello 0,3% e dello 0,4%. Lo rileva l’Ufficio studi Tecnocasa.
Una diminuzione dei canoni facilmente spiegabile. Nonostante la domanda sia crescita, c’e’ da considerare la contrazione della disponibilita’ di spesa di coloro che cercano in affitto e l’offerta cospicua di immobili in locazione che ha contribuito a calmierare i valori.
Un capitolo a parte va, invece, aperto per le altri grandi citta’. In particolare, Genova registra un aumento del 2,1% per i bilocali e del 2,3% per i trilocali, Napoli del +1,3% e del + 0,3%, Verona del +0,3% e del +0,7%, mentre Milano segna un +0,4% per i due locali e del +0,2% per le tre stanze.
Rincari che si fanno vertiginosi quanto si tratta dei valori medi dell’affitto a Roma che resta la citta’ piu’ cara. All’ombra del Colosseo, per aggiudicarsi un bilocale, bisogna sborsare infatti in media 850 euro al mese, mentre per una stanza in piu’ ci vogliono 1.050 euro.
Ma anche sotto la Madonnina le cose non vanno meglio. A Milano servono 750 euro al mese per un bilocale e mille euro per un trilocale.
Secondo l’analisi emerge che ad alimentare la domanda di immobili in affitto spesso sono persone che scelgono la locazione perche’ non riescono ad accedere al mercato del credito. Allo stesso tempo, pero’, si e’ registrata una maggiore propensione all’acquisto da parte di coloro che, avendo determinati requisiti reddituali, hanno potuto stipulare un mutuo. Resta poi sempre importante la fetta di mercato rappresentata dagli studenti universitari e dai lavoratori fuori sede.
Analizzando, quindi, i dati relativi agli italiani che sono alla ricerca dell’affitto, il report di Tecnocasa mostra che per stipulare un contratto di locazione la maggioranza (il 73,3%) ricade in una fascia di eta’ compresa tra i 18 e i 44 anni. Mentre il 43% e’ rappresentato dalle famiglie.
Un fattore comune c’e’: il contratto maggiormente utilizzato e’ quello a canone libero.
Per Tecnocasa c’e’, comunque, una novita’ che sembra emergere forte e in maniera omogenea sul territorio italiano: nei primi sei mesi dell’anno si e’ verificata una maggiore rigidita’ da parte dei proprietari ad affittare l’immobile. Si desiderano, cioe’, sempre piu’ garanzie sull’affidabilita’ dell’inquilino e la continuita’ dei pagamenti.
Ecco perche’ i proprietari per cautelarsi chiedono anche polizze assicurative che tutelino il rapporto di locazione.
Dall’altro punto di vista, invece, quello potenziali locatari, si continua a registrare una maggiore attenzione alla qualita’ dell’immobile che e’ legata non solo allo stato di conservazione, ma anche ad altre variabili tra cui la qualita’ dell’arredamento, la luminosita’, la tranquillita’ e la presenza di servizi in zona.
Risultano, inoltre, molto apprezzate le abitazioni con riscaldamento autonomo, preferibilmente con la cucina arredata e la presenza di collegamenti internet ad alta velocita’ (soprattutto per gli studenti).
Tanto che i ribassi piu’ sensibili dei canoni di locazione si sono avuti proprio su immobili in cattivo stato di conservazione.
Fonte Miaecnomia.it |