 Lo scoppio della bolla immobiliare in Italia non c’e’ stato, ma il BelPaese fatica ancora per lasciarsi alle spalle questa crisi che ha avuto nel mattone una delle vittime piu’ illustri. Cosi’, anche nei primi sei mesi dell’anno il mercato ha dimostrato tutte le incertezze e le problematiche del 2009 con i prezzi in calo mediamente di un solo punto percentuale. A conferma che la ripresa sara’ lenta e graduale e che non portera’ aumenti nei valori prima del 2011. Queste le luci e le ombre evidenziate dal rapporto Nomisma, sulla base dei dati delle 13 principali citta’ italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Roma, Torino e Venezia). In particolare, dall’inizio della crisi i prezzi degli immobili hanno perso mediamente il 5% in termini nominali (-7% in termini reali), mentre la ripresa dei prezzi e’ attesa non prima della fine del 2011 e risulterà’, almeno inizialmente, di modesta entita’. Intanto, detto che il calo dei prezzi delle case e’ stato dell’1% rispetto alla fine del 2009 (-2,6% a livello annuo), va anche ricordato che la domanda si sta stabilizzando con le transazioni nel residenziale che sono cresciute rispetto agli inizi del 2009 (+4,2% a 141.770 nel primo trimestre), anche se il livello resta del 30% inferiore al 2007. Il rapporto ha registrato, infatti, solamente un “piccolo recupero delle transazioni per il comparto residenziale, soprattutto nelle grandi citta’”. Con il mercato della locazione che, invece, continua a non attrarre la domanda di quanti non hanno accesso a quello delle compravendite. La conferma arriva dai numeri: i prezzi degli immobili hanno segnato -2,6% per le abitazioni, -2,8% per gli uffici, -2,3% per i negozi e -0,85 per box e garage. Tanto che nello scorso semestre - spiega Nomisma - “la riduzione dei prezzi e’ stata la più contenuta degli ultimi 18 mesi”. Per quanto riguarda i tempi di vendita degli immobili, Nomisma sottolinea che sono rimasti invariati su 6,2 mesi per le abitazioni (nuove e usate), 7,7 mesi per gli uffici, 7,1 mesi per i negozi tradizionali, 4,2 mesi per i box e i garage. Mentre le compravendite hanno interrotto “l’andamento riflessivo” nel I trimestre 2010 solo per quanto concerne il settore residenziale (+4,2% rispetto al I trimestre 2009). Nei comuni capoluogo la crescita e’ più’ accentuata e arriva al 9,7%, superando anche il 10% se ci si riferisce alle maggiori citta’ della penisola. Nomisma ricorda che e’ aumentata la quota di compravendite di abitazioni con l’utilizzo di capitale proprio (30% del totale) a causa della difficolta’ delle famiglie di ottenere un mutuo dalle banche per la restrizione del credito nonostante il basso costo del denaro. Non decolla, infine, l’interesse per le case efficienti sotto il profilo energetico, la cui richiesta e’ limitata al 9-10% del totale nel residenziale.
Fonte miaeconomia.it |