Cessione del quinto, finanziamento


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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

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30/11/2009 - Banche in sofferenza, rischio di nuova crisi

La crisi in cui versa la holding degli Emirati Arabi Dubai World, costretta a chiedere una moratoria sul proprio debito da 59 miliardi per i prossimi sei mesi, ha suonato la sveglia sui mercati finanziari. O almeno si spera. Lo stress finanziario di Dubai World e’ solo un caso dei molti che si stanno verificando in questi giorni sui mercati, specialmente nel settore bancario.

Tredici mesi fa eravamo a un passo dal crollo totale e le banche erano in grave crisi. In America le piu’ piccole cadevano come foglie dagli alberi in autunno, mentre le piu’ grandi venivano mantenute a galla con iniezioni di capitali mai vista, dopo il fallimento di Lehman Brohers. Salvataggi che hanno visto protagoniste anche le banche europee, in particolare quelle inglesi, olandesi, tedesche e francesi.
Dopo 13 mesi sembra tutto dimenticato, la crisi superata, le banche in piena salute. Dal 9 marzo a oggi l’indice settoriale bancario italiano ha messo a segno una performance del 180%. Simile la performance di quello europeo.

Ma davvero il settore finanziario e’ stato risanato? Davvero le banche scoppiano di salute? In America le banche piu’ piccole continuano a fallire. In Europa in questi giorni la banca Lloyds Group, controllata al 43% dal tesoro Britannico costretto un anno fa ad entrare nel capitale per salvare l’istituto, ha lanciato un aumento di capitale da 13,5 miliardi di sterline, il maggiore della storia. Il mese scorso in Francia era toccato a BnpParibas e Soc Gen. In Italia quello di Unicredit appena approvato e’ di 4 miliardi di euro. Per non parlare dell’intervento, sempre di questi giorni, del Governo tedesco per salvare WestLB, la banca pubblica del Nord Reno Westfalia. Un aiuto da 4 miliardi che permettera’ di creare la prima Bad Bank in Germania, dove l’istituto riversera’ 85 miliardi di euro di titoli tossici. Senza l’intervento la banca sarebbe fallita. E questi sono solo gli avvenimenti degli ultimi giorni.

Rischio anche in Spagna dove la banca centrale spagnola, facendo eco al monito di Moody’s, ha richiamato il sistema creditizio iberico alla prudenza, consigliando una ripatrimonializzazione di almeno 57 miliardi di euro per fare fronte al deprezzamento degli attivi in portafoglio pari a 108 miliardi. E non basta. La stessa esigenza l’ha manifesta l’autorita’ di controllo cinese del credito, la Cbrc, che ha chiesto alle maggiori banche cinesi di ricapitalizzare per aumentare i ratio patrimoniali. Una richiesta che costera’ alle 11 banche maggiori del paese, 29 miliardi di euro, 300 miliardi di yuan. Notizia che la Borsa di Shanghai ha accolto con un tonfo del 3,5%.

E tutto questo in un contesto economico dove banche e governi stanno tuttora sostenendo l’economia, con tassi ai minimi storici e interventi di politica fiscale. Ma che accadra’ quando la festa finira’? Quando, prima o poi, la strategia di sostegno cessera’ per iniziare l’exit strategy dalla crisi e i Governi chiuderanno i cordoni della Borsa e le Banche centrali rialzeranno il denaro? In questo ha ragione il ministro dell’economia Tremonti, la crisi non e’ un party ma in banca non sembrano averlo capito. E il rischio e’ che la festa si interrompi bruscamente

Fonte miaeconomia.it 

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