 Secondo gli analisti di Goldman Sachs l'attuale ciclo di perdita di credito nel settore finanziario statunitense e' arrivato a due terzi del suo percorso, mentre il settore del consumo sta tenendo meglio di quanto previsto. Pero' avvertono, il settore dei mutui primari e quello dell'immobiliare commerciale restano problematici.
A questo punto - stimano gli analisti di Goldman - la crisi finanziaria ha causato da marzo 2009 perdite negli Usa a carico del settore finanziario per circa 1,6mila miliardi a oggi, con l'obiettivo di arrivare a 2.100-2.600 miliardi di dollari.
Non sorprende comunque che il report indichi come cause principali la cattiva gestione dei prestiti, soprattutto nel campo immobiliare, tanto che il 98% delle perdite possono essere ricondotte ai cosiddetti bad loans in generale, mentre in particolare il 70 % delle perdite possono essere ricondotte ai cattivi prestiti immobiliari.
Gli analisti di Goldman spiegano anche che appena 10 societa’ da sole pesano per qualcosa come il 50 % delle perdite totali.Tanto per capire il volume delle proporzioni, ai primi tre posti per perdite si segnalano Fannie Mae, con 143 miliardi di dollari di perdite dal terzo trimestre del 2007, la societa' semipubblica attiva nel settore dei mutui residenziali. A ruota Bank of America, con 121 miliardi di dollari di perdite, e poi un'altra societa' semipubblica come Freddie Mac, con 117 miliardi di dollari di perdite.
Una prospettiva in parte meno pesante di quanto temuto, al punto che il report di Goldman dice che lo stress test governativo, voluto dall'amministrazione Obama nella prima parte dell'anno per verificare lo stato dei conti dei grandi gruppi bancari, e' piu' che sufficiente. E infatti - si argomenta - i risultati del settore e i bilanci preconsuntivi degli istituti finanziari piu' importanti sono migliori di quello che il test prospettava.
Fonte miaeconomia.it |