 I vantaggi del riscaldamento autonomo sono innegabili: si accende e si spegnere la caldaia a piacimento, regolando la temperatura a seconda del clima esterno o delle abitudini di vita. Tuttavia, questo tipo di impianto richiede anche l’osservanza di alcune regole che hanno lo scopo di tutelare la sicurezza dell’ambiente domestico e la qualità dell’aria che respiriamo.
Una caldaia difettosa e non verificata da tecnici esperti comporta, infatti, maggiori consumi di energia, inquina di più e rappresenta un serio rischio per la propria vita, come dimostrato dalle numerose tragedie che avvengono troppo spesso. Con l’arrivo dell’inverno, è quindi necessario far controllare l’efficienza energetica del proprio impianto di riscaldamento.
Un check-up reso ora più facile grazie al ministero dello Sviluppo Economico che, su richiesta di Adiconsum, Assotermica, Cna, Confartigianato e Federconsumatori, ha diramato un vademecum per i cittadini con preziosi consigli sull’acquisto e sulla gestione delle caldaie.
Va infatti ricordato che in Italia sono installate oltre 20 milioni di caldaie, con un rendimento medio del 70%. Mentre ogni anno quelle che vengono sostituite, perchè obsolete, sono un milione. Un cambiamento che consente una maggiore efficienza di sistema, comportando una riduzione della bolletta energetica nazionale di circa l’1% all’anno e un rendimento superiore, intorno all’85%, rispetto ai modelli precedenti. Inoltre, i cittadini che installano una nuova caldaia, in sostituzione di una esistente, beneficiano di una riduzione della bolletta energetica che si stima sia indicativamente del 20% all’anno.
Vediamo, quindi, insieme i consigli della Direzione Generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica del Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Economico presenti nella guida online “Efficienza energetica degli impianti di riscaldamento”.
Le caldaie fino a 8 anni di anzianità vanno controllate ogni 4 anni, mentre quelle più vecchie di 8 anni devono essere verificate ogni 2 anni. I controlli per l’efficienza energetica devono essere fatti da un tecnico abilitato che esegue tali attività nel rispetto delle regole dell’arte e della normative vigenti.
Al termine delle operazioni di controllo e della eventuale manutenzione, il tecnico abilitato ha l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico, di consegnarlo al richiedente e di trasmetterne copia all’autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti e delle ispezioni che la Pubblica Amministrazione deve svolgere.
Nel caso in cui si acquistasse, invece, una caldaia nuova la normativa vigente richiede, in ogni caso, l’installazione di caldaie con un rendimento superiore ad una ben determinata soglia: alta efficienza 2, che in generale si traduce in una attribuzione di marcatura a 3 e 4 stelle.
Infine, oltre agli evidenti vantaggi economici, la manutenzione delle caldaie consente anche un significativo ritorno anche in termini ambientali, con la riduzione drastica delle emissioni inquinanti. Un obiettivo possibile che consentirebbe, a livello di Sistema Paese, di immettere nell’atmosfera almeno 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) in meno ogni anno e di ottenere una riduzione dei consumi di 1.400 ktep, ossia un risparmio di energia pari a 1,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.
Fonte miaeconomia.it
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