Cessione del quinto, finanziamento


fai la Scelta Giusta fai la Scelta Sicura

CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

cessione del quinto - finanzitalia
cessione del quinto - finanzitalia
cessione del quinto - finanzitalia
 
 
 

11/12/2010 - Compro casa. Ma il mutuo chi lo paga?

La crisi per gli italiani non e’ proprio finita. Anzi, sono proprio le famiglie a risentire di piu’ della congiuntura finanziaria e macroeconomica sfavorevole. Colpa anche della crescita dei mutui a tasso variabile. Quindi, di un conseguente incremento degli oneri finanziari. Fatto sta che le famiglie, tradizionalmente formiche, si trovano a fare debiti che poi non riescono a ripagare a fin mese.
Cosi’ come emerge dal rapporto su “L’incremento dell’uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia”, condotto da Silvia Magri e Raffaella Pico della Banca d’Italia che hanno utilizzando i dati dell’indagine Eu-Silc (Community Statistics on Income and Living Conditions) raccolti da Eurostat nel 2007.
Numeri alla mano, secondo lo studio di Bankitalia, i nuclei familiari che accendono un prestito per la casa (il 13,1% sul totale) circa una volta su venti non lo rimborsano secondo la scadenza. Il che equivale a dire che quasi il 5% delle famiglie sottoscrittrici di un mutuo si sono rilevate insolventi.
Un dato, quest’ultimo, che fa guadagnare all’Italia un triste primato: e’ il Paese con la percentuale piu’ alta, insieme alla Spagna, tra gli Stati europei analizzati. In Finlandia, in Francia, in Irlanda e in Gran Bretagna, infatti, la media e’ tra il 2% e il 3% e raggiunge il minimo in Olanda con l’1,1%.
Dallo studio di Bankitalia si estrapola anche l’identikit di chi fa un mutuo e poi si rileva insolvente. Ovviamente la percentuale dei proprietari di casa insolventi diminuisce tra quelli ad alto reddito, mentre aumenta tra i piu’ poveri e, in Irlanda, Italia e Spagna, sale in questo caso al 10%.
In particolare, non riesce a pagare il mutuo per tempo l’8,5% degli impiegati part time e il 7,9% degli occupati con un contratto a tempo determinato. Mentre un disoccupato su 5 (19%) non ce la fa a rispettare le scadenze del prestito.
Dall’indagine, inoltre, emerge come il rischio d’insolvenza per le famiglie italiane cresce per le fasce piu’ povere, il 25% dei mutuatari con il reddito piu’ basso presenta un tasso di insolvenza al 14,5%, per le famiglie con un solo genitore il tasso arriva al 10,1% e per le classi d’eta’ tra i 44-54 anni al 6,1%).
Il Rapporto indica comunque un dato di fatto: il rischio insolvenza si e’ aggravato con la crisi. “I nuclei familiari meno abbienti presentano, infatti, un’incidenza piu’ elevata della rata del mutuo sul reddito, risultando pertanto piu’ esposti al rischio di variazioni dei tassi di interesse o del reddito disponibile”.
I risultati dei tecnici di via Nazionale mettono, altresi’, in luce che “in Italia vi e’ un legame tra il tasso di interesse sul mutuo e lo specifico rischio di credito del cliente”. Cosi’, per i mutui concessi dal 2000 al 2007 - si legge nella ricerca - “il differenziale di tasso di interesse fra le classi di famiglie piu’ e meno rischiose e’ pari a 43 punti base”.
Proprio per venire incontro alle difficolta’ dei mutuatari con un reddito basso, “tra febbraio e settembre del 2010 le banche hanno sospeso in via temporanea (almeno 12 mesi) - ricorda la Banca d’Italia - il pagamento della rata del mutuo a circa 31.000 famiglie in condizioni di difficolta’ (in larga parte per la perdita del rapporto di lavoro subordinato) per un debito residuo di 4 miliardi di euro”.
Il problema, sottolinea inoltre via Nazionale, e’ che “se al termine del periodo di sospensione queste famiglie non avranno migliorato la propria situazione reddituale, si potrebbe registrare un innalzamento del tasso di ingresso in sofferenza”.

Fonte Miaeconomia.it

Bookmark and Share
» Torna indietro