Cessione del quinto, finanziamento


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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

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16/07/2010 - Cosa cambiera' con la riforma finanziaria Usa

Alla fine la riforma finanziaria americana e’ diventata legge, o quasi. Manca solo la firma del presidente degli Stati Uniti perche’ entri in vigore a tutti gli effetti, ovvero di colui che l’ha fortemente voluta anche a costo di compromessi al ribasso per riuscire ad ottenere qualche voto dell’opposizione repubblicana. Ma dopo la Camera a fine giugno, anche il Senato ieri l’ha approvata con 60 voti a favore e 39 contrari approvata.

La riforma appena varata ha l’ambizione di cambiare il panorama finanziario americano degli ultimi 20 anni. Dopo due decenni di crescente liberta’ da parte del sistema bancario e parabancario, i cui effetti si sono pagati piu’ volte in questo decennio, nel 2000 con lo scoppio della bolla Internet, ma soprattutto col crollo dei mercati alla fine del 2007, adesso si reintroducono nuove regole e controlli molto piu’ stretti, a partire dalle forti limitazioni sull’attivita’ di trading effettuato dalle banche con fondi propri.

Ed e’ questo il punto piu’ rilevante dell’intera legge e quello che ha trovato maggiore difficolta’ ad essere digerito da parte dell’intero sistema bancario americano, che ha messo in campo un attivita’ di lobbing senza precedenti. La Volcker Rule, ovvero il divieto alle banche di fare attivita’ speculative coi propri fondi, prevede che le banche possano investire fino al 3% del proprio capitale Tier1 in hedge fund o private equity e non oltre il 3% del capitale del fondo o dell’asset su cui la banca investe. Inoltre viene impedito alle banche di fare attivita’ speculativa sui derivati, sempre per proprio conto, a meno che questi non siano derivati molto diffusi, come quelli sui tassi di interesse, sulle valute, sulle materie prime piu’ comuni come metalli come oro, argento ma non il petrolio e quelli sull’energia in generale.

Al di fuori di questi limiti, se le banche vorranno fare trading con margini saranno costrette a scorporare il ramo di attivita’ che si occupa del trading, in modo da renderlo autonomo rispetto al core business di una banca, ovvero quello di concessione di crediti e di intermediazione finanziaria. In pratica le banche che vorranno fare speculazione dovranno lasciare il settore commerciale, che consente di raccogliere depositi dai clienti, e concentrarsi su quello di trading, oppure dovranno creare delle controllate separate.

Gli impatti della riforma sul sistema americano e mondiale sono ancora imprevedibili, ma qualche calcolo e’ possibile farlo. Per esempio Goldman Sachs ha stimato che il 10% dei proventi annuali deriva dalla attivita’ in trading in proprio e la nuova riforma ridurra’ fortemente quella fonte di utili. Mentre non ci sara’ probabilmente un grande impatto dalla decisione di impedire alle banche di speculare sui derivati. I future esclusi da questa stretta sono i piu’ diffusi e rappresentano il 90% circa dell’intero valore dei derivati, 210mila miliardi, in mano alle 5 principali banche americane.

Fonte miaeconomia.it

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