 In Italia è ormai diventato l’hobby da praticare in estate: è lo yacht watching. Gli amanti del gossip prenotano le vacanza sulle coste più gettonate dal jet set e mentre passeggiano lungo i pontili vanno alla ricerca dei vip o dei megaricconi che si fanno fotografare su queste barche da capogiro.
Eppure c’è un abbaglio in questa visione, visto che tutto quel lusso e quegli sfarzi i proprietari degli yacht non potrebbero proprio permetterseli essendo poveri possidenti. Il 64% delle barche di lusso che circolano in Italia sono infatti intestate a nullatenenti, ad ultraottantenni o a società di comodo che non presentano la dichiarazione dei redditi. Così come emerge dai dati diffusi da Contribuenti.it, l’Associazione Contribuenti Italiani.
Ovviamente si tratta di un paradosso che si spiega molto facilmente con l’evasione fiscale: i veri proprietari intestano infatti i loro beni alle cosiddette teste di legno e così non pagano le tasse. Un trucchetto che fa dell’Italia il Paese degli evasori, dal momento che ogni anno 300 miliardi di euro l’anno di imponibile sfuggono completamente alla Finanze, con il risultato di veder sfumare incassi per almeno 100 miliardi di euro.
I numeri più delle parole. Secondo lo studio di Contribuenti.it, la metà degli italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro. Mentre solo l’1% dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro.
Una fotografia che, invece, stride con i dati relativi ai consumi dei beni di lusso. La spesa per i cosiddetti “passion investiments” è infatti cresciuta in Italia nel 2009 del 2,4% e nel primo semestre del 2010 del 4,8%.
Per Contribuenti.it, i ricchi nullatenenti e i poveri possidenti hanno quindi continuato a destinare nel 2010 buona parte della propria spesa nell’acquisto di beni di lusso tradizionali come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante l’introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco.
Ma non si tratta solo degli yacht. Per l’associazione c’è anche un esercito di nullatenenti e pensionati, alcuni muniti addirittura di social card, che vivono in affitto dimore di pregio. Il 47% dei contratti di locazione per le ville più ricercate e invidiate di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Capri, Sabaudia, Positano, Ravello, Panarea, Portofino, Taormina e Amalfi - si legge nello studio - sono infatti intestati a degli indigenti.
“È ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale, come il nuovo redditometro - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della Tax Compliance, generando una autentica cultura antievasione”.
In proposito va ricordato che la manovra economica all’esame delle Commissioni sta mettendo in moto anche il nuovo redditometro, uno strumento che terrà conto delle spese e del territorio. Si sta, infatti, elaborando un nuovo modello in grado di rilevare facilmente se le entrate dichiarate dal contribuente corrispondano al tenore di vita reale.
Fonte miaeconomia.it |