 I segnali preoccupanti non mancano. L'indice Nikkei della borsa di Tokyo, tanto per fare un esempio, in avvio di settimana ha toccato i livelli piu' bassi mai visti da 5 mesi con gli investitori piuttosto preoccupati: la crisi dei conti pubblici in Europa potrebbe diffondersi come una pericolosa epidemia.
L'impressione e' che il mercato azionario approfitti quando ci sono trimestrali interessanti ma che poi torni sui suoi passi, dando l'impressione di percepire anche a Tokyo il ticchettio di una bomba a orologeria, pronta a esplodere. Non e' forse un caso.
Primo fattore. Innanzitutto i legami con l'Europa sono forti. Il 13% dell'export giapponese viaggia verso il Vecchio Continente, dove le compagnie nipponiche vedono le loro filiali fare vendite per il 21% del totale, come indica uno studio della Macquarie. Se l'Europa dovesse crollare le conseguenze sarebbero quindi dirette.
Secondo fattore. Lo yen continua a guadagnare terreno contro euro e dollaro, movimento che sta pesando su conti di parecchie societa' del Giappone, un paese che ha bisogno dell'export.
Terzo fattore. I conti pubblici nipponici sono pesanti, il debito pubblico impazza (e' quasi al doppio del Pil) ma va anche detto che Tokyo e' il secondo in classifica come paese titolare di Bot targati Usa, grazie al massiccio risparmio privato che pareggia i conti. Il terzo elemento da solo farebbe pensare che alla fin fine al Giappone non manca liquidita'. Invece gli analisti avvertono che c'e' in corso una combinazione tossica, fatta di rischio in aumento sul debito sovrano, una moneta in forte apprezzamento e un disaccoppiamento tra l'andamento del mercato azionario e quello del resto del mondo.
Una nota degli analisti di Macquarie spiega ancora: in caso di effetto domino l'attenzione (pericolosa) dei mercati si volgera' al Giappone agi inizi del prossimo anno. Unica strada percorribile, puntare su un deprezzamento dello yen quanto meno contro dollaro.
Fonte miaeconomia.it |