 Dopo il varo del Consiglio dei Ministri nella riunione dello scorso 25 maggio e la firma dal Capo dello Stato, la manovra economica per il 2011-2012 e’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e presentato al Senato, che dovra’ approvarla entro sessanta giorni. Un testo che tuttavia, ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, potrebbe essere ancora suscettibile di ritocchi e miglioramenti, anche se il saldo dovra’ inderogabilmente restare di 25 miliardi di euro.
Nel documento, composto da 56 articoli, c’e’ intanto una stretta sul mondo creditizio e del risparmio che fara’ cambiare abitudini agli italiani. Sono state, infatti, decise nuove regole per i libretti al portatore, un limite di 5.000 euro per l’utilizzo di contanti e di assegni, mentre dal 1° luglio entrera’ in vigore una ritenuta sui bonifici effettuati per usufruire dell’agevolazione fiscale del 36%. Vediamo insieme queste novita’. Iniziamo con i libretti di risparmio bancari e postali al portatore. La manovra varata ha stabilito che vengano estinti entro giugno 2011, chiudendoli o trasformandoli in libretti nominativi. Ma non e’ la prima volta che finiscono nel mirino delle norme antiriciclaggio. Una prima decisione era arrivata con il decreto 231/2007 con cui il governo Prodi aveva recepito le misure in materia previste dalle direttive europee. Allora era stato fissato come importo massimo da poter caricare sul libretto una cifra di 5mila euro. Ma l’anno dopo le regole furono nuovamente modificate: la soglia massima da versare fu innalzata a 12.500 euro. E, in proposito, modifiche sono state apportate anche alla soglia massima al di sopra della quale non sara’ piu’ possibile effettuare pagamenti in contanti o tramite gli assegni bancari e circolari, il cui limite e’ passato dagli attuali 12.500 a 5mila euro (dagli attuali 12.500) per l’utilizzo di contanti e di assegni. Per quanto riguarda il cash, il tetto di 5mila euro deve essere inteso come somma complessiva dell’operazione. Ad esempio, se bisogna effettuare un acquisto di 7mila euro, il pagamento non puo’ essere suddiviso in tre rate ciascuna di un importo inferiore al nuovo limite. Tutto cio’ non trova applicazione se il trasferimento in contanti avviene per il tramite di un intermediario abilitato che, a sua volta, accettando per iscritto l’incarico, consegna alla parte creditrice il denaro contante. Per quanto riguarda invece gli assegni, sempre considerando la soglia di 5mila euro, questi dovranno essere emessi con l’indicazione del nome e della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilita’. Mentre quelli emessi all’ordine del traente (“a me medesimo” o “a me stesso”) non possono essere girati a terzi, ma devono essere riscossi direttamente dall’emittente e possono superare la soglia anche senza la clausola di non trasferibilita’ non essendo negoziabili. Inoltre, contro le frodi in materia di Iva, e’ stato introdotto l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi per importi di almeno 3mila euro. Chi intendesse, quindi, effettuare operazioni intracomunitarie dovra’ richiedere apposita autorizzazione all’Agenzia delle Entrate: entro trenta giorni dalla data di attribuzione della partita Iva, l’ufficio competente rilascera’ al contribuente certificato di autorizzazione o di diniego. Capitolo a parte, infine, per la ritenuta sui bonifici per il 36%. Dal prossimo 1° luglio, le banche e Poste italiane dovranno operare una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito sui bonifici effettuati da chi sostiene una spesa per la quale e’ possibile fruire della deduzione dal reddito complessivo o della detrazione dall’imposta (ad esempio, le spese per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per le opere di riqualificazione energetica degli edifici).
Fonte miaeconomia.it |