Cessione del quinto, finanziamento


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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

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11/05/2010 - Euro sotto attacco, allarmismo eccessivo

Non c’e’ dubbio che l’obiettivo della speculazione ribassista non sono ne’ la Grecia ne’ il Portogallo ne’ la Spagna. I Governi dell’euro potranno anche essere lenti nelle decisioni, ma non sono stupidi, non lasceranno fallire la Grecia e non faranno fallire neppure Spagna o Portogallo. D'altronde se non sono state abbandonate al loro destino le banche, dopo Lehman, potrebbe essere abbandonata a se stessa l’economia di uno dei 16 Paesi dell’euro? Mai e poi mai.

E allora se la premessa e’ valida, se la Grecia non puo’ fallire ne’ tanto meno il Portogallo, per i grandi investitori che scommettono al ribasso l’obiettivo non e’ il default di un paese, ma la debolezza dell’euro per guadagnare su un eventuale tracollo. Quel tanto che basta per fare una manciata di miliardi e poi ritirarsi. Si chiamano raiders, mordi e fuggi. Prondono posizione al ribasso sull’euro, poi creano panico, spingono tutti alla vendita di obbligazioni in euro meno sicure, come i titoli greci e portoghesi e poi si ricoprono al momento opportuno.

E’ quello che e’ accaduto nell’ultima settimana, quando la moneta unica ha ceduto quasi il 5% contro il dollaro. Per chi gioca sulle valute, sport molto di moda ultimamente, un calo simile e’ manna. Il panic selling della scorsa settimana dopo il report di Moody’s sulle banche, ha spinto al ribasso tutto, Borse, petrolio e ovviamente l’euro, tanto che la banca centrale giapponese e’ stata costretta a intervenire in acquisto per sostenere la valuta europea per evitare un eccessivo apprezzamento dello yen, deleterio per l’export nipponico.

Eppure a dispetto dell’allarmismo, fuori luogo, dei media (tv e giornali) la valuta unica pur in calo del 5% rimane sempre oltre al soglia di 1,25 che ha toccato a marzo 2009, sui minimi toccati dai mercati finanziari dopo il crollo del 2008-2009 e venerdi’ ha chiuso le contrattazioni in recupero contro il dollaro, ancora prima che i capi di Governo dei 16 trovassero un accordo per difendere la moneta. E poi un euro un po’ piu' debole, rispetto agli ultimi mesi, puo’ rivelarsi anche un vantaggio per l’export dell’Eurozona.

Fonte miaeconomia.it

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