 Realizzare il sogno di una vita non e’ mai stato cosi’ conveniente: a ottobre il tasso medio applicato ai mutui per l’acquisto della casa e’ sceso alla quota record di 2,97%, dal 3,06% di settembre. Si tratta del dato piu’ basso registrato dal 1995. Basti pensare che solo un anno fa, nel pieno della crisi, il tasso medio registrato era quasi il doppio: il 5,76%. E’ quanto emerge dai dati del Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia, secondo cui anche il Taeg e’ diminuito. In particolare, il tasso annuo effettivo globale, che comprende le spese amministrative, d’istruttoria e assicurative, in ottobre e’ sceso al 3,10% dal 3,19% di settembre. Un anno fa era al 5,89%.
Le premesse per entrare in banca e sottoscrivere, quindi, un mutuo ci sono tutte. Ma purtroppo la fantasia deve lasciare spazio ad una cruda realta’ che vede gli italiani pagare ancora a caro prezzo i danni causati dallo tsunami finanziario che si e’ abbattuto lo scorso anno e i cui danni non sono ancora del tutto riparati.
I numeri piu’ delle parole: per 230mila famiglie la rata del mutuo per la prima casa brucia un terzo del reddito netto a disposizione. Si tratta di una quota di bilancio che Roberto Rinaldi, il capo del servizio supervisione intermediari specializzati di Via Nazionale, ha definito “soglia critica” durante una recente audizione alla commissione Finanze alla Camera. Le famiglie a rischio, nello specifico, sono quelle con basso reddito che fino al 2006 spendevano il 17% del reddito per pagare il mutuo e che oggi arrivano a spenderne il 32%, sovvertendo qualsiasi bilancio familiare.
Cosi’, anche se va sempre sottolineato che nel confronto con gli altri grandi paesi industrializzati gli italiani continuano a mostrarsi formiche, secondo Bankitalia l’indebitamento nel BelPaese e’ comunque cresciuto negli ultimi decenni a ritmi elevati.
Un campanello d’allarme che ha portato negli scorsi mesi ad un accordo per la sospensione dei mutui per le famiglie in difficolta’.
In questi giorni, l’Associazione bancaria italiana e le associazioni dei consumatori stanno delineando gli ultimi dettagli sulla moratoria che sospendera’ le rate per 12 mesi. Va deciso, ancora, ad esempio, il tetto massimo oltre il quale la moratoria non si applichera’. Secondo quanto si apprende, l’Abi si e’ detta disponibile ad innalzare da 120 a 130 mila euro il valore massimo. Ma le associazioni dei consumatori chiedono di fare un ultimo sforzo e arrivare a un limite di 150 mila euro per poter far rientrare nella misura un numero piu’ elevato di famiglie.
La misura stenta comunque a partire. Dopo le prime indicazioni che parlavano di inizio gennaio, ora invece si scopre che, a causa di problemi tecnici, la sospensione prendera’ il via solo da febbraio 2010.
A meno di modifiche dell’ultimo minuto, va ricordato che la moratoria sara’ applicata a chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte, non autosufficienza, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni. Queste circostanze devono essersi verificate tra il 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009 (in una prima versione, la “finestra temporale” per poter godere della moratoria era piu’ stretta, dal 30 giugno a fine anno).
L’Abi ha anche dato la disponibilita’ ad estendere a 180 giorni (dai 90 inizialmente previsti) il limite massimo di ritardo nel pagamento oltre il quale la moratoria non si applica.
Fonte Miaeconomia.it |