 “La societa’ italiana ha resistito ai mesi piu’ drammatici della crisi, seppure con un’evidente fatica del vivere e dolorose emarginazioni occupazionali. Adesso occorre una verifica di cosa e’ diventata la societa’ nelle sue fibre piu’ intime, perche’ sorge il dubbio che, anche se ripartisse la marcia dello sviluppo, non si avrebbe lo spessore e il vigore adeguati alle sfide che dovremo affrontare”.
Parola del Censis che nel suo 44° Rapporto ha scattato questa fotografia dalle tinte scurissime in cui emerge, invece, chiaramente che il BelPaese fatica a rialzarsi con le famiglie in difficolta’, i giovani preoccupati per un futuro pieno di incognite in ambito lavorativo e gli over 50 che temono che il loro reddito, una volta in pensione, non sia non sufficiente a mantenere un livello dignitoso di vita.
Situazioni di difficolta’ che hanno spinto nell’ultimo anno gli italiani a essere piu’ parsimoniosi rinunciando principalmente agli acquisti piu’ impegnativi. Una dichiarazione supportata dai numeri.
Nel primo semestre del 2010 si e’ assistito a un calo del 2,4% nel numero di prestiti personali erogati, del 2,1% nei prestiti finalizzati all´acquisto di determinati beni e del 6,3% nelle operazioni di cessione del quinto dello stipendio.
Ma dal rapporto annuale Censis risulta anche che sei famigli su dieci si sono ritrovate in estrema difficolta’ a pagare bollette, mutui, prestiti. Tanto che lo scorso anno, il 7,8% degli italiani non e’ riuscito a rispettare le scadenze previste, il 13,4%, lo ha fatto con molte difficolta’ e il 38,5% con qualche difficolta’. A soffrire di piu’ sono state i nuclei monogenitoriali e le coppie con figli.
Altri macigni che pesano sullo Stivale sono il debito pubblico, un’evasione fiscale da almeno 100 miliardi di euro l’anno e gli intrecci perversi dell’economia irregolare, che tra il 2007 e il 2008 hanno inciso sul Pil per il 17,6%.
Pochissime restano, quindi, le certezze a cui si possono attaccare gli italiani: il mattone, la liquidita’, e le polizze. Insomma, i pilastri fondamentali della societa’.
Basti pensare che nel primo trimestre del 2010 i mutui erogati sono aumentati in termini reali del 10,1% rispetto alla stesso periodo del 2008, superando i 252 miliardi di euro. Mentre nel biennio e’ aumentata la liquidita’ detenuta dalle famiglie (+4,6% in termini reali i biglietti e depositi a vista, +10,3% gli altri depositi).
Inoltre, nei primi nove mesi del 2010 i premi per nuove polizze vita sono aumentati del 22% rispetto allo stesso periodo del 2009.
Ma, nonostante la generale propensione a evitare impieghi rischiosi, negli ultimi mesi si registra comunque il ritorno a un profilo meno prudente nella collocazione del risparmio familiare, con un aumento tra il primo trimestre 2009 e il primo trimestre 2010 delle quote di fondi comuni d’investimento (+29,3%) e delle azioni e partecipazioni (+12,5%).
E se nella crisi, le famiglie si sono trincerate sul potere rassicurante del mattone, per farlo hanno pero’ dovuto anche a indebitarsi. Il Censis ha registrato, infatti, una crescita del credito al consumo (+5,6% nel 2008 e +4,7% nel 2009), mentre il valore delle operazioni con carte di pagamento ha raggiunto complessivamente i 252 miliardi di euro nel 2009. Hanno contribuito soprattutto le carte di credito (+9% di operazioni rispetto al 2008), le carte prepagate (+23,6%), i bonifici bancari automatizzati (+1,3%).
Fonte Miaeconomia.it |