 Una svolta come non se ne vedevano dagli anni della Grande Depressione, quella del '29. Ieri il Senato statunitense ha infatti approvato le nuove norme a controllo dell'attivita' delle grandi banche, considerate l'epicentro del disastro finanziario che ancora oggi sta affossando l'economia mondiale.
E per fare questo il legislatore Usa ha deciso di affidare poteri di controllo alla Federal Reserve, la banca centrale, al cui interno viene creata anche una divisione dedicata alla protezione dei consumatori nel rapporto con carte di credito e mutui. Altro punto fondamentale, avere la garanzia che qualsiasi societa', grande o piccola che sia, abbia le risorse disponibili per una sua eventuale messa in liquidazione.
Cosi' anche le norme prendono atto della fine del principio "too big to fail", troppo grandi per fallire, una dottrina alla base delle attivita' dei big finanziari nell'ultimo decennio. Per questo il "bill" impone nuove restrizioni sul capitale, le separa dalle loro unita' dedicate ai derivati, con un occhio anche ai sistemi di rating.
Ora pero' il voto del Senato dovra' coordinarsi con quello della Camera di dicembre, in pratica sul tavolo ci sono adesso due progetti che vanno coordinati per poi essere approvati e spediti alla firma del presidente Obama entro il 4 di luglio prossimo. Non c’e’ dubbio che il presidente non avra’ nessun dubbio, visto che e’ uno dei piu’ strenui sostenitori della riforma che, nelle intenzioni, dovrebbe fare tesoro di quanto successo e impedire altre crisi di natura finanziaria, ma senza punire Wall Street.
Anzi, al contrario, Barack Obama spiega che le norme sono proprio contro coloro che erano pronti a fare deragliare la Borsa Usa a danno di risparmiatori e consumatori.
Fonte miaeconomia.it |