 Le statistiche ripetono quello che l'occhio già da tempo ha notato: la vita al Sud in media costa qualcosa in meno che al Nord. La conferma adesso arriva in modo più solido dal lavoro dell'Istat che, con Unioncamere e Istituto Tagliacarne, rivela che la città più cara dove vivere è Bolzano, dove in media il costo della vita è del 5,6% al di sopra della media nazionale dei prezzi. Dalla parte opposta Napoli, il capoluogo più conveniente con un -6,2% rispetto alla media italiana del costo della vita.
Come città più care - spiega il report - dopo Bolzano si trovano Bologna (+4,9%) e Milano (+4,7%), mentre come città meno care, dopo Napoli compaiono Campobasso (-5,8%) e Potenza (-5,3%).
Analizzando le parità di potere d'acquisto calcolate per i diversi raggruppamenti di spesa emergono due gruppi di città, caratterizzati da prezzi sistematicamente più alti (o più bassi) rispetto alla media nazionale per tutti gli aggregati di spesa. Quelle che evidenziano livelli dei prezzi superiori alla media nazionale in tutti i raggruppamenti di spesa sono Bolzano, Milano e Genova. I capoluoghi che registrano livelli dei prezzi sistematicamente inferiori a quelli medi nazionali sono Palermo, Potenza e Campobasso.
Da notare, dice Istat, che tutte le città che fanno parte del gruppo di quelle sistematicamente più care sono situate nell’Italia settentrionale; tutte quelle del gruppo delle città persistentemente meno care nell’Italia meridionale.
PREZZI ALIMENTARI E ABBIGLIAMENTO Per quanto riguarda la spesa per Generi alimentari, bevande e tabacchi (che pesano poco più del 20% della spesa per consumi) la città più cara è Bolzano (prezzi più alti dell’8% rispetto alla media nazionale), quella meno cara è Napoli (-9%). Per Abbigliamento e calzature (il cui peso è pari a poco meno del 9%) il quadro è più omogeneo: nella città più cara (Trieste) i prezzi sono superiori mediamente del 3,7% rispetto al dato nazionale; in quella meno cara (Campobasso) il livello è più basso del 5,4%.
SERVIZI, ENERGIA, CASA Il livello dei prezzi dei beni e servizi compresi nel raggruppamento Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili (la cui incidenza sulla spesa per consumi è pari a circa il 10%) è notevolmente variabile tra le diverse città: quella più cara (Roma) mostra un livello dei prezzi più elevato del 12,8% rispetto alla media nazionale; in quella meno cara (Potenza) si spende il 14,4% in meno che nella media del Paese. Livelli dei prezzi significativamente superiori a quelli medi nazionali si registrano anche a Firenze (+11,4%) e Genova (+10,3%).
C’è da tenere presente che, all’interno di questo capitolo di spesa, sono presenti sia le spese per gli affitti sia quelle relative ai servizi per la casa ed ai prodotti energetici per l’abitazione. Per quanto riguarda gli affitti, Bolzano, Roma e Firenze presentano i più elevati livelli dei prezzi tra le città considerate nel calcolo delle parità, mentre per i prodotti energetici per la casa il quadro è molto variabile.
Fonte miaeconomia.it |