 Le polemiche e le denunce da parte delle associazioni dei consumatori non sono bastate per spegnere le polemice. Tutt’altro. La querelle sul caro carburante è più accesa che mai, con nuove brutte notizie che arrivano per gli automobilisti.
Dopo i rincari segnati venerdì scorso su tutta la rete carburanti, questa mattina si è registrata una nuova ondata di rialzi per chi è alle prese con il rifornimento della macchina. Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge infatti che Agip, Erg, Esso, Shell e Tamoil hanno ulteriormente ritoccato all’insù i listini, mentre Api-Ip ha fatto un piccolo passo indietro.
Nel dettaglio, Erg ha aumentato di 0,5 centesimi il prezzo di riferimento di benzina e diesel, portandosi a 1,309 e 1,149 euro/litro. Esso e Tamoil sono salite rispettivamente di 0,6 e 0,3 centesimi su entrambi i prodotti fino a 1,312 euro/litro per quanto attiene alla verde e a 1,152 euro/litro per il gasolio. Shell è avanzata fino a 1,164 euro/litro (+0,5 centesimi) sul solo diesel.
Come detto, marcia indietro solo iper Api-IP. Solo in questi impianti il prezzo di riferimento delle verde e del gasolio è stato limato al ribasso di 0,4 centesimi e si attesta ora rispettivamente a 1,315 e 1,155 euro/litro.
Una corsa, quella dei carburanti, che ormai non sembra avere ostacoli davanti a sé. L’altro ieri, alla vigilia del Ponte dell’Immacolata, giù era stato fatto scattate il campanello d’allarme per il caro-pieno. I milioni di italiani che hanno deciso di trascorrere questo lungo week end lontano da casa, scegliendo di spostarsi con l’automobile, hanno infatti dovuto mettere nel conto anche un discreto aggravio di spesa rispetto al 2008.
Numeri alla mano, la benzina costa oltre il 13% in più: i prezzi ai primi di dicembre del 2008, infatti, si aggiravano su 1,159 euro al litro, contro gli 1,313 euro di questi giorni, hanno gridato le associazioni dei consumatori. Considerando, quindi, una media di due pieni, uno per l’andata e uno per il ritorno, l’esborso sarà pari a 130 euro (65 euro per ciascun rifornimento). Rispetto al 2008, quando la spesa era stata pari a circa 58 euro a pieno (116 euro in totale), bisogna prevedere 14 euro in più.
A pesare, come sempre, è il petrolio. Lo scorso anno, complice la crisi economica e la scarsezza della domanda, il greggio era sceso addirittura sotto i 50 dollari al barile, mentre in questi giorni le quotazioni si aggirano sui 75 dollari. Molto meglio andrà, invece, per chi si muove con una macchina diesel. Il gasolio a dicembre del 2008 si aggirava su 1,149 euro al litro: in questi giorni il prezzo sulla rete distributiva italiana è pari circa a 1,153 euro al litro.
Oscillazioni dei carburanti che hanno spinto nuovamente i consumatori a lamentare la mancata liberalizzazione nel settore. “Se si intervenisse seriamente sulla doppia velocità dei prezzi, con l’eliminazione del divario tra il nostro Paese e l’Europa, e se si aprisse almeno per il 10% alla distribuzione senza marchio e nei grandi centri commerciali, gli italiani - spiegano Federconsumatori e Adusbef - potrebbero risparmiare almeno 13-15 centesimi per ogni litro di carburante”. Un’operazione che se fosse realizzata consentirebbe di far risparmiare complessivamente agli automobilisti, tra costi diretti e indiretti, 268 euro annui.
Tra rincari e accuse va, comunque, sempre ricordato che nel concreto c’è un effettivo modo di risparmiare quando si è alle prese con i rifornimenti: utilizzare le pompe bianche, piccoli distributori indipendenti dai grandi marchi che riescono a garantire sconti fino a 6-7 centesimi di euro al litro per la benzina e anche 8-9 centesimi di euro al litro per il gasolio.
Fonte miaeconomia.it |