 Per l’exit strategy bisognerà aspettare ancora. Non sarà oggi il giorno definitivo per dare inizio al progressivo ritiro delle misure straordinarie per aumentare la liquidità a disposizione del sistema bancario europeo.
La ripresa è, infatti, più lenta di quanto ci si potesse aspettare e la crisi greca pesa come una spada di Damocle su Jean-Claude Trichet. Per il presidente della Banca centrale europea ci sarà, quindi, una scelta obbligata da prendere in materia di politica monetaria durante il consiglio direttivo che si svolgerà tra poche ore a Francoforte: tenere fermo il costo del denaro, con i tassi d’interesse ancorati al minimo storico dell’1% dallo scorso maggio 2009.
Quello dei banchieri di Eurolandia è, quindi, un ripensamento fortemente condizionato dalla congiuntura economica che si è venuta a creare nelle scorse settimane. E chi si aspettava un segnale deciso sul fronte della liquidità dal board della Bce quasi certamente resterà deluso.
Era stato, infatti, proprio Trichet a far capire che la riunione di riunione sarebbe stata determinante per l’avvio dell’ exit strategy. L’Eurotower era pronto a dare alcuni dettagli sulla rimozione degli stimoli monetari straordinari concessi nell’ultimo anno e giustificati dalla gravità della crisi economica e finanziaria.
Ma le previsioni non sono andate a favore della Bce. Al contrario di quanto pensassero gli economisti, non sono state previste, infatti, grosse novità sulle nuove stime di crescita. Secondo la lettura preliminare dell’Eurostat, l’inflazione è poco sotto le attese, scendendo dal 1% di gennaio all’attuale 0,9% su anno. Un costo della vita che non è a livelli tali da mettere pressione sulla Bce.
E resta in primo piano anche il caso della Grecia. Varate le nuove misure d’austerità per 4,8 miliardi di euro, come chiedeva la Commissione europea, ora Atene si aspetta la solidarietà dell’Europa. La Bce ha apprezzato, infatti, il pacchetto di misure fiscali varato spiegando che “dimostra il forte impegno del governo greco per raggiungere gli obiettivi di risanamento fissati dal proprio programma. Questo determina un piano di riforme fiscali e strutturali da cui i cittadini greci trarranno vantaggi per superare le attuali difficoltà e rafforzando la propria economia nel medio-lungo termine a beneficio di crescita e occupazione”.
Ma il problema della deriva dei conti tocca anche altri paesi, come Portogallo, Spagna e Irlanda, e potrebbe suggerire cautela ai banchieri centrali sull’inasprimento delle manovre espansive che hanno affiancato i tassi bassi, tramite la concessione di enormi liquidità supplementari al sistema creditizio, a condizioni molto favorevoli.
La tendenza che ora ci si aspetta dalla Bce è, quindi, chiara: un primo rialzo dei tassi solo a fine anno.
Occhi e orecchie puntate, quindi, sulla consueta conferenza stampa del presidente Trichet attesa alle 14.30 per fare il punto della situazione e avere ulteriori indicazioni
fonte Miaeconimia.it |