 La parola mutuo sta diventando un fardello insopportabile per la storia economica statunitense degli ultimi anni. I mutui sono stati l’epicentro del disastro finanziario del 2008 e ancora oggi il problema e’ lontano dall’essere risolto, con risvolti devastanti anche per il mercato immobiliare.
La conferma arriva in questi giorni un’altra volta dall’agenzia semistatale Freddie Mac, nata con lo scopo di curare i mutui di fascia medio bassa e che alla fine e’ stata travolta dal clima eccessivamente leggero con cui si concedevano i prestiti per la casa. L’agenzia ha reso noto di avere registrato per il terzo trimestre perdite per qualcosa come 4,1 miliardi di dollari dovuti a rate non piu’ onorate dai suoi clienti.
La cosa che rende lo scenario ancora piu’ pesante e’ che le perdite del trimestre sono il 12mo rosso sugli ultimi 13 trimestri e perfino un miglioramento rispetto al rosso da 5,4 miliardi visto nello stesso periodo di un anno fa. Ma il miglioramento e’ solo sulla carta, i vertici di Freddie Mac hanno chiesto al Tesoro statunitense altri 100 milioni di aiuto, portando il totale dell’impegno governativo alla astronomica cifra di 63,2 miliardi.
Non solo, Charles Hadelman, amministratore delegato di Freddie Mac, ha dipinto prospettive nere: “Crediamo che ci vorra’ parecchio tempo prima che il mercato immobiliare possa vedere una ripresa solida”, ha detto. Per poi aggiungere: “Siamo verso la fine del 2010 e il settore rimane fragile ed e’ anzi tornato sotto pressione a causa del rallentamento della crescita economica, della debole occupazione e delle incertezze per i pignoramenti”.
Non mancano anche i paradossi. Freddie Mac continua la sua attivita’ nel settore mutui, l’ultimo trimestre ad esempio ha visto un contrappeso alle perdite da guadagni per 1,4 miliardi di dollari. Ma la societa’ ha dovuto pagare 1,6 miliardi di interessi al governo per gli aiuti ricevuti ed e’ costretta poi a chiedere altri soldi pubblici.
Un quadro generale che potrebbe deteriorarsi in modo pesante, la Federal housing finance agency, ad esempio, ha detto che se dovesse configurarsi una doppia recessione e i prezzi immobiliare crollare di un altro 20%, allora l’intervento pubblico potrebbe arrivare a 259 miliardi (considerando anche la consorella fallita Fannie Mae).
Fonte Miaeconomia.it |