 All'apertura dell'assemblea la frase non e' casuale e rilancia la sensazione che i mercati azionari mondiali siano sempre piu' esposti a possibilita' di crisi. Il discorso introduttivo dell'assemblea della World federation of exchanges, che si tiene a Parigi, lascia poco spazio alle teorie. "La borsa e' diventata un gigantesco casinò. A parte il fatto che al casinò il funzionamento e' piu' trasparente e piu' facile da capire", hanno detto i professionisti della finanza.
Secondo tutti loro l'arrivo massiccio delle contrattazioni telematiche, la eccessiva liberalizzazione dei mercati finanziari che hanno portato a una intensa accelerazione delle transazioni ha fatto nascere un sistema che si basa sul piu' totale disordine. Anzi, durante i primi giorni di assemblea gli operatori hanno avuto modo di andare ancora piu' in la’, ammettendo perfino che in un primo momento molti di loro erano molto positivi sull'arrivo delle nuove tecnologie, "ci eravamo ingannati" riconoscono adesso.
Basterebbe fare un salto indietro di due o tre decenni per capire il senso di questa tensione, oggi sono i computer a farla da padrone e sono loro a dare ordini su cosa fare basandosi su piu' o meno sofisticati programmi elaborati dai matematici. Molti ripongono le loro speranze nella arcinota direttiva europea sui Mercati degli strumenti finanziari, lanciata in Commissione europea nel 2007 e che alla fine ha sancito l'apertura della concorrenza tra i mercati azionari.
Cosi', davanti agli operatori storici sono nate delle piattaforme alternative, il guaio e' che ne sono nate cosi' tante da avere creato frammentazione e quindi non e' mai nata una vera alternativa. E i mercati non sono diventati piu' competitivi.
Ad esempio gli Stati Uniti hanno aperto le porte alla creazione di piattaforme alternative ma hanno imposto una camera di iscrizione per centralizzare il processo degli ordine. E poterne controllare la regolarita'.
Fonte Miaeconomia.it
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