 I dati dovrebbero dare un po' di conforto. Il Prodotto interno lordo italiano dovrebbe crescere nel 2010 dello 0,7% e dell'1% nel 2011.
E' la previsione dell'Ufficio studi di Confcommercio-Imprese che sottolinea però come con il passare del tempo sta crescendo la quota di ricchezza prodotta dal Centro, che nel 2011 dovrebbe salire al 22,1% del totale (era al 21% nel '95), mentre la quota di richezza prodotta dal Nord Ovest dovrebbe arrivare al 32,7% del totale (32,7% nel '95).
Ma rimane un abisso tra Nord e Sud in termini di ricchezza procapite prodotta, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino, Emilia Romagna si viaggia a 32mila euro per abitante, mentre in Calabria e Campania si crolla a 17mila euro. In generale, avvertono però le associazioni dei consumatori, il quadro prospettato da Confcommercio è piuttosto misero.
"In assenza di una indispensabile manovra che aumenti il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso attraverso processi di detassazione ed un blocco di prezzi e tariffe, il Pil del nostro Paese si attesterà quest’anno, ed anche con grande fatica, ad appena +0,3-0,4% e, nel 2011, a +0,6-0,7%", commentano con amarezza Rosario Trefiletti di Federconsumatori ed Elio Lannutti di Adusbef.
Secondo cui rimane una sola strada da prendere e che da tempo rilanciano: un aumento della capacità di reddito delle famiglie, oberate dai pagamenti, le previsioni degli aumenti che le famiglie dovranno affrontare nel prossimo autunno, che, secondo la prime stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, comporteranno una stangata di 1100 Euro, prosciugando così ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie.
Fonte Miaeocnomia.it |