 Se si sta ai raffronti storici il rapporto deficit/pil del 2009 dell’Italia potrebbe fare preoccupare e fare pensare che il nostro Paese si sia incamminato sulla strada della Grecia. Infatti il deficit realizzato nel 2009 e' il dato peggiore dal 1996, roba da fare tremare i polsi al ministro del Tesoro e da mettere in allarme i vertici delle Bce e in fibrillazione i mercati finanziari sui nostri titoli di stato.
Eppure nulla di tutto questo e’ accaduto, anche perche’ se e’ vero che il rapporto deficit/Pil al 5,2% nel 2009 e’ il peggiore dal 2006, occorre anche fare confronti contestuali con gli altri paesi de'Europa. Escludendo la Grecia e la Spagna, con rapporti che superano il 10%, quello della Grecia per esempio e’ quasi al 13%, prendiamo quello di Paesi con finanze solide, come Francia e Germania. Ebbene il rapporto deficit/Pil di Parigi nel 2009 e’ stato del 7,9% e quello della Germania del 3,3%. E se a Berlino lo scorso anno i conti pubblici hanno resistito egregiamente alla crisi, ma pagando lo scotto di una forte crescita della disoccupazione, per il 2010 il Fondo Monetario Internazionale prevede per la Germania un deficit del 5,7% e per il prossimo del 5,1%, quindi non molto lontano dai dati attuali dell’Italia.
Quest’anno il nostro paese potrebbe anche abbassare il debito se l’andamento dei conti del terzo trimestre continueranno anche nel resto dell’anno. Infatti, nel primo quarto del 2010 il fabbisogno pubblico complessivo e' stato di circa 26,9 miliardi, in flessione rispetto ai 30,147 miliardi dello stesso periodo del 2009, grazie anche alle entrate tributarie e contributive che, secondo i dati del Ministero del Tesoro, mostrano una sostanziale tenuta di gettito
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