 I tassi rimangono al loro minimo storico dell'1%, ma allo stesso tempo Jean-Claude Trichet ha detto ieri che la Banca centrale europea è pronta a iniziare lentamente il ritiro dell'enorme flusso di liquidita' fornito al sistema bancario europeo nel momento del picco della crisi finanziaria mondiale.
"Il miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari ha indicato che non tutte le nostre misure di liquidita' sono necessarie nella stessa misura del passato", ha detto il presidente della Bce durante la consueta conferenza stampa che fa seguito all'annuncio sui tassi. Gli economisti sostengono che la ritirata sembra comunque essere stata impostata su un ritmo molto lento.
E lo stesso Trichet si e' affrettato a sottolineare che la procedura di drenaggio della liquidita' non e' per niente il preludio a una risalita dei tassi di riferimento.
Anche perche' tra le 16 nazioni che aderiscono alla moneta unica non ci sono chiari segnali di ripresa e un tasso basso e' vitale per incoraggiare consumi e investimenti. La Bce ha anche pompato nel sistema una marea di soldi, che ora vanno pian piano asciugati. Nel momento piu' duro della crisi finanziaria l'istituto di Francoforte ha fornito centinaia di miliardi di euro di prestiti a breve termine per il sistema bancario per mezzo di speciali misure di intervento.
E come previsto Jean-Claude Trichet che la prossima offerta di prestiti a un anno sara' l'ultima operazione di questo tipo e che il tasso di interesse applicato non sara' piu' all'1%, come nelle ultime due tornate. Come dire, da una parte i tassi di riferimento, dall'altra le operazioni sulla liquidita', frutto dell'emergenza e come tali da considerare a parte. Non facile, per niente.
Tanto che qualche analista dice a chiare lettere che la Bce ormai sta prendendo come riferimento il terzo o il quarto trimestre 2010 per tornare a fare risalire i tassi di riferimento. Oltretutto con un po' di lentezza la Bce inizia a credere all'uscita dal tunnel della recessione sempre con cautela, a meta' 2010 vede una crescita media tra lo 0,1 e l'1,5%, mentre per il 2011 si prevede un range tra lo 0,2 e il 2,2%. Quel che piu' conta e' che a Francoforte sono convinti che l'inflazione rimanga sotto controllo, appena sotto il target del 2% per il 2010, in un range tra lo 0,8 e il 2% nel 2011.
Fonte Miaeconomia.it
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