 Sembrano lontani gli ultimi mesi del 2008, quando l’Italia era nell’occhio del ciclone economico e finanziario. La crisi mordeva e a risentirne erano soprattutto le famiglie indebitate per il mutuo della casa. Basta ricordare che l8 ottobre di quell’anno, l’Euribor a 3 mesi (vale a dire l’indice che sintetizza il costo dei prestiti interbancari ed e’ il parametro piu’ utilizzato dagli istituti di credito per calcolare le rate dei mutui a tasso variabile) tocco’ il picco storico al 5,393%, facendo schizzare i bollettini dei mutuatari. Ma oggi, anche se gli esperti assicurano che il peggio e passato e nonostante l’indice trimestrale e’ fermo a circa lo 0,7%, in lento ma costante rialzo, si continua sempre a faticare per arrivare a fine mese soprattutto se il lavoro non ce’ piu’ o si e’ in cassa integrazione. Una situazione che accomuna migliaia di italiani che hanno, cosi’, deciso di richiedere la sospensione del rimborso delle rate di mutuo, una misura straordinaria prevista dal “Piano Famiglie” messa in campo dall’Associazione bancaria italiana il 1° febbraio scorso. Questi i dati trimestrali del monitoraggio effettuata dall’Abi sull’applicazione del Piano sulla sospensione dei mutui partito. Dal monitoraggio effettuato sui dati trimestrali, emerge che tra febbraio ed aprile 2010 le banche hanno sospeso mutui per un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro ad oltre 15.351 contratti di mutuo. Mentre a fine marzo il valore dei prestiti che hanno beneficiato dello sto era di poco inferiore a 1 miliardo di euro. In altre parole, in un solo mese il valore e’ piu’ che raddoppiato. Dal punto di vista territoriale, il maggior numero di domande ammesse e’ al Nord con il 58,7%, seguono Sud e isole con il 22,2% e il Centro al 19,2%. Inoltre, la liquidita’ in piu’ per far fronte alla crisi ha raggiunto una quota pari a 96 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto all’ultima rilevazione. Ogni famiglia avra’ dunque a disposizione in media 6.800 euro in piu’. A spingere gli italiani a chiedere la sospensione, come detto, sono la sospensione dal lavoro, la riduzione dell’orario o la cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Mentre la soluzione piu’ frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato lintera rata (nel 91% dei casi). Va, infatti, ricordato in proposito che il piano prevede uno stop dei pagamenti per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi fino a 180 giorni consecutivi. Ma possono essere prese in considerazione le richieste di mutuo fino a 150mila acceso per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale. Mentre i richiedenti non solo devono avere un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, ma devono essere alle prese con eventi particolarmente negativi e gravi, come la morte, la perdita dell’occupazione, l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza e l’ingresso in cassa integrazione. I mutuatari potranno presentare richiesta per attivare la sospensione dei mutui fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.
Fonte miaeconomia.it |