 Per chi non lo sapesse alle riunioni della Fed ormai la discussione sui tassi di interesse e' diventata quasi minore, e anche ieri e' arrivata la conferma. I vertici della banca centrale Usa hanno deciso, ancora una volta, di non toccare il costo del denaro, che rimane fermo ai minimi storici tra lo 0 e lo 0,25%.
Anzi, il commento alla decisione e' stato che i tassi negli Usa rimarranno eccezionalmente bassi ancora per parecchio tempo. Anche se va detto che ne sta uscendo, rispetto alle volte precedenti, un quadro leggermente piu' ottimistico rispetto al passato.
La questione piu' importante e' diventata un'altra: lanciare la cosiddetta exit strategy, e iniziare a drenare la montagna di soldi che la Federal Reserve ha immesso sul mercato per tenerlo in piedi nel momento della crisi piu' nera.
Ormai ci siamo, e' confermato che l'ultima asta Term Auction Facility si terra' l'8 marzo. Inoltre arriva la conferma anche della conclusione per il primo febbraio di cinque dei suoi altri interventi eccezionali per supportare il credito e la liquidita’, lanciando segnali di lento ritorno verso una modalita' di funzionamento piu' normale.
Unica presenza in dissenso rispetto alla linea adottata, quella del governatore Fed di Kansas City, Thomas Hoenig, che pero' non ha sollevato nessun dubbio diretto circa la decisione sui tassi e sulla exit strategy, ma si e' limitato a dissentire sulla promessa di un basso costo del denaro ancora per parecchio tempo.
fonte miaeconomia.it |