Cessione del quinto, finanziamento


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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

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07/10/2010 - La leva del dollaro per risollevare gli Usa

Anche ieri il dollaro ha segnato un nuovo minimo contro lo yen; la moneta statunitense ha toccato il punto piu’ basso degli ultimi 15 anni contro la valuta giapponese dopo che i dati sul mercato del lavoro privato in Usa hanno segnato un nuovo ribasso. Il cedimento del dollaro contro la moneta giapponese, in atto da maggio di quest’anno, e’ l’emblema dello stato di salute dell’economia a stelle e strisce.

La recessione americana e’ alle spalle ma la crescita dell’economia, all’1,7% tendenziale nell’ultimo trimestre, non e’ sufficiente per creare nuovi posti di lavoro, quindi per innescare nuovi consumi attraverso la distribuzione di reddito. Senza nuovi posti di lavoro il circolo virtuoso teorizzato da Keynes, posti di lavoro, nuovo reddito, crescita della domanda di consumi, crescita della produzione (l’offerta) per soddisfare la nuova domanda e quindi creazione di nuovi posti di lavoro, non si materializza. L’amministrazione americana ha speso tutti i 790 miliardi di dollari stanziati per fare ripartire l’economia e anche gli incentivi fiscali promossi dal presidente Bush a fine dell’anno arriveranno al termine. Il deficit americano si avvia a fine anno al 10% del Pil e lo stesso presidente della Fed dichiara che la sua riduzione e’ necessaria per non zavorrare ulteriormente la ripresa e imporra’ sacrifici; inoltre il debito pubblico schizzera’ al 110%.

Per fare crescere l’economia, l’America non puo’ piu’ ricorrere alla leva fiscale, rimane solo la leva monetaria, ovvero tassi e valuta. La leva valutaria e’ di fatto gia’ in atto da meta’ anno, da quando il dollaro e’ in ritirata contro le altre principali monete, euro, yen e franco svizzero e il minimo a 15 anni contro la moneta giapponese e’ una esemplare fotografia della strategia in atto. L’altra leva, quella monetaria, la seconda fase del quantive easing, e’ stata gia’ annunciata dal Presidente Fed Bernanke e passera’ attraverso il riacquisto di titoli di stato americani per immettere nel sistema nuova liquidita’ (ma anche per tappare eventuali falle in caso il deficit elevato spinga gli investitori a cedere titoli Usa a favore di bond di altri paesi).

Ma il mercato scommette in qualcosa di piu’, in una manovra che porti a zero il tasso di rifinanziamento bancario (il nostro tasso di sconto) attualmente allo 0,25%. E su questa scommessa e su un ondata di liquidita’ che in qualche modo dovra’ essere impiegata, che i mercati azionari stanno salendo.

Fonte Miaeconomia.it

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