 Anche l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo si fa due conti e conferma che tra i trenta paesi membri la ripresa economica marca sempre piu' il passo. L'Ocse per il 2010 vede una crescita tra il 2,5 e il 3% (contro una previsione del +2,7% vista a maggio) con un raffreddamento ad appena +2-2,5% per il 2011 (la precedente previsione parlavano di un +2,8%).
"La ripresa mondiale rimane fragile ma e' in carreggiata a livello globale", dice il report dell'Organizzazione pubblicato durante l'ultimo G20 in Corea del Sud. L'attivita' di scambio commerciale globale si e' assottigliata da inizio 2010 a causa in particolare della fine degli stimoli fiscali e nella zona Ocse "questo rallentamento e' piu' pronunciato del previsto".
Al centro dell'attenzione del report i deficit pubblici, secondo l'Ocse infatti "negli Stati Uniti e nei paesi con un margine di manovra fiscale piu' importante o con piu' forti scambi con i paesi emergenti la crescita sara' piu' vigorosa". Non a caso le previsioni dell'Organizzazione per gli Stati Uniti vedono una espansione tra il 2,5 e il 3% per il 2010 ma una crescita tra il 2,75 e il 3,25% anche nel 2012 (contro una espansione in Europa tra l'1,75 e il 2,25%).
Se la chiave sono i margini di manovra sui conti pubblici, il Giappone e' messo peggio dell'Europa, con previsioni per il 2012 di crescita tra l'1 e l'1,5%. Per questo motivo l'Ocse lancia l'allarme sui deficit pubblici, che avrebbero raggiunto "livelli insopportabili. La semplice stabilizzazioni agli attuali livelli di debito nella maggior parte dei paesi esigera' uno sforzo di riduzione tra il 6 e il 9% del Prodotto interno lordo", ha commentato Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse. Ma i dati, dice, in verita' nascondono la necessita' di uno sforzo ancora piu' pesante "per riportare i debiti a livelli piu' accettabili".
Fonte Miaeconomia.it |