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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

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01/10/2010 - La saga del caro Rc auto

Se fosse possibile farne un film, sarebbe sicuramente la saga piu’ lunga della storia cinematografica. Stiamo parlando della polemica senza fine sul caro Rc auto. Una querelle che va avanti da un decennio e che vede tra i protagonisti storici gli stessi attori: l’Ania (l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), secondo cui il prezzo delle polizze assicurative per l’auto e’ sceso dopo la liberalizzazione del 2007, e le associazioni dei consumatori che, invece, contestano durante questa dichiarazione, spiegando che dal 1994 ad oggi l’Rc auto ha registrato una crescita del 173% e ben il +18% in piu’ rispetto allo scorso anno.
Una sceneggiatura che non solo si ripete ciclicamente ma anche che, come nelle migliori pellicole, vede la presenza di alcuni cooprotagonisti che si inseriscono in questa trama fitta di intrecci. Come in quest’ultimo ciak, dove e’ comparso il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricala’, che durante un’audizione davanti alla commissione Industria del Senato ha scattato una fotografia dalle tinte decisamente scure sul comparto che dara’ vita all’ennesimo dibatitto.
Il garante ha, infatti, spiegato che i premi per l’Rc auto nei dodici mesi fino al giugno scorso sono aumentati piu’ della media dell’eurozona. Tanto che l’aumento per l’Italia e’ stato del 7,7% a fronte di un +5,4% registrato a Eurolandia.
Un confronto pietoso e soprattutto facilmente spiegabile. Secondo Catricala’, “nonostante l’inizio della liberalizzazione sia stato decretato, in attuazione del diritto comunitario, fin dal 1994 non si e’ attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si e’ avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi".
In particolare, nel mirino del garante sono finite le “cointeressenze che si esprimono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti”. Legami che, ha aggiunto, coinvolgono imprese che rappresentano l’87% dell’attivo totale del settore.
Una realta’ che secondo il presidente dell’Antitrust, “ha trovato riscontro in numerose denunce presentate all’Autorita’ dai consumatori e dalla loro associazioni, tanto che gli aumenti avrebbero superato il 20-30%”.
Ma problematici sono pure il funzionamento del meccanismo del risarcimento diretto, che “non e’ riuscito a calmierare i prezzi”, e “l’abbandono di intere aree del Paese da parte di compagnie di primo piano le quali sembrano, a volte, proporre premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre”.
Unica nota positiva. Il presidente dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato ha sottolineato che sempre piu’ automobilisti italiani decidono di cambiare compagnia assicurativa nel nome del risparmio. Nello specifico, si tratta di un salto dal 6,3% del 2006 al 9,3% del 2009, ma in misura comunque inferiore rispetto ad altre esperienze europee, come il 45% del Regno Unito.

Fonte Miaeconomia.it

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