
Non fare nulla a volte è un lavoro, al contrario. In Italia ci sono oltre 900mila ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non fanno niente, non studiano, non lavorano e neanche hanno in mente di mettersi a cercarne uno.
Sono dati travolgenti per il nostro paese quelli rivelati dall'ufficio studi di Confartigianato, che sottolinea come quei 900 e rotti mila corrispondano al 18,7% di tutta la popolazione di quella fascia di età. Un fenomeno da paese arretrato, quasi sconosciuto in queste proporzioni in altri paesi europei e che in parte nasconde anche giovani che lavorano in nero oppure alla rinuncia di trovare una soluzione e campare alla giornata.
Su questo la recessione ha avuto un ruolo non secondario, spiegano gli esperti di Confartigianato. A restringere la fascia tra i 15 e i 24 anni i nullafacenti invisibili sono lo stesso un esercito di 641mila ragazzi (il 10,5% del totale di questa fascia di età), largamente concentrati nel Sud, che ne conta ben 415mila, tre volte i nullafacenti del Nord (157mila ragazzi) e del Centro, dove si scivola a 70mila casi.
Va anche detto che il fenomeno della rinuncia al lavoro si sta estendo, avverte Confartigianato, ad esempio in scia alla recessione altri 338mila adulti tra i 25 e i 54 anni hanno rinunciato a cercare qualcosa.
Ma almeno c'è un tristre vantaggio: chi non cerca più un lavoro esce dalle statistiche sulla disoccupazione, così i governi possono vantare tassi di senza lavoro nettamente inferiori alla realtà.
Fonte Miaeconomia.it
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