 E' bastato che il prezzo del petrolio sui mercati internazionali si riaffacciasse sui 90 dollari per barile per scatenare la corsa dei prezzi dei carburanti, specie in Italia. I dati ufficiali infatti indicano che ormai le benzine si trovano sopra quota 1,45 euro per litro, a livelli record da due anni a questa parte.
Una corsa che però sta lanciando la reazione delle associazioni dei consumatori. Ad esempio Federconsumatori torna a farsi delle domande sulla formazione dei prezzi in Italia, ricordando che "per trovare prezzi simili bisogna risalire alla stagione calda del petrolio, vale a dire quando, nel 2008, il costo del greggio aveva superato quota 100 Dollari al barile".
Per l’esattezza - incalza l'associazione - la benzina era venduta a questo prezzo all’inizio di settembre 2008, quando il petrolio si trovava a 118 Dollari al barile. Oggi, il costo della materia prima si attesta a 89,35 Dollari al barile, "come è possibile che il carburante abbia lo stesso prezzo?", si chiede con ironia.
Per amore di precisione alla Federconsumatori spiegano che va tenuto conto di un fattore di disturbo, ovvero che l'euro rispetto a due anni fa ha perso valore contro dollaro, con una svalutazione della moneta unica di circa il 9% rispetto alla prima settimana di settembre 2008.
Tenendo anche conto di questa variazione, dicono in Federconsumatori "in ogni caso, dai precisi calcoli dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori appare evidente che la benzina si dovrebbe attestare ad almeno 7-8 centesimi in meno rispetto al prezzo a cui viene venduta oggi".
La stima è pesante per le tasche dei cittadini, perché il costo aggiuntivo porta a conseguenze nel portafogli, "pari a 96 euro annui per costi diretti e 83 euro per costi indiretti” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. I due tornano per l'ennesima volta a proporre non solo una Commissione Istituzionale sulla doppia velocità dei prezzi e finalmente la razionalizzazione della rete e l’apertura alla vendita attraverso il canale della grande distribuzione ma anche blocco settimanale degli aumenti.
Fonte Miaeconomia.it |