Cessione del quinto, finanziamento


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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

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30/03/2010 - Litigi tra vicini

Nonostante il giro di vite della Cassazione che nell’arco di un mese ha emesso tre sentenze e tre condanne nei confronti dei condomini che si sono lasciati prendere troppo la mano, o meglio la lingua, durante i litigi, sul pianerottolo si continua a dibattere animatamente.

E i battibecchi restano sempre gli stessi: oltre agli insopportabili fumi della cucina, all’automobile parcheggiata nel posto sbagliato, al bimbo che gioca in cortile o al classico ticchettio di scarpe femminili, la lunga di occasioni che fanno traboccare il vaso quando si tratta di guerre tra i vicini di casa vede in pole position anche la presenza di Fuffi e di Fido.
Secondo i dati forniti dall’Anammi, l’Associazione nazional-europea amministratori d’immobili, ben il 92% dei propri soci afferma di aver affrontato almeno una volta una disputa sugli animali.
In particolare, le litigate condominiali sono scatenate a cause delle deiezioni, come denunciato dal 30% degli amministratori, dei rumori (27%), dell’abuso nell’utilizzo degli spazi comuni come cortili condominiale, parcheggio o pianerottolo nel 23% dei casi e degli odori dell’animale tenuto in casa (20%).
A far scattare le discussioni sono soprattutto i cani (nel 70% dei casi) e i gatti (23%). Mentre la presenza degli uccelli causa soltanto il 6% delle liti. Va poi segnalato un 1% di dispute che coinvolgono altri animali, come rettili e roditori.
Ma le liti diventano “bestiali” soprattutto al Nord, dove si registra il maggior numero di controversie, con il 35% dei casi, seguito dal Centro (33%) e dal Sud (32%).
“Una differenza che come si nota - commenta il presidente dell’Anammi, Giuseppe Bica - è minima. Ciò che, quindi, va sottolineata è la mancanza di buon senso sia nella gestione dell’animale da parte del suo padrone che nel rapporto che gli altri condomini”.
Tanto che nella maggior parte dei casi si arriva alla conciliazione solo grazie all’intervento dell’amministratore, a fronte - denuncia l’Associazione - di un disinteresse da parte degli organi giudiziari alle vicende.
Numeri alla mano, il 61% degli amministratori è riuscito a chiudere la controversia mediando il litigio, mentre il 3% di loro ha attualmente un contenzioso ancora aperto e per il 36% degli intervistati “il problema sussiste”.
E allora cosa fare per rasserenare gli animi sul pianerottolo? Il consiglio dell’Associaizone è chiaro: il primo passo è contattare il condomino possessore dell’animale, come spiega il 63% degli amministratori di condominio. Il 27%, seppure con difficoltà, ha organizzato un incontro tra litiganti, il 10% ha tentato addirittura la via del ricorso alle autorità.
Ma qui cominciano le dolenti note, perché rivolgersi alla Asl, presentare un esposto ai vigili urbani o alla magistratura, non rappresentano misure risolutive. Soltanto il 21% degli intervistati afferma infatti di aver ottenuto risultati positivi grazie all’intervento di organi amministrativi e giudiziari.
Fonte miaeconomia.it

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