 Prima della crisi, l’Italia ha imparato a richiedere prestiti e finanziamenti a livelli elevati. Certo, senza mai raggiungere quelli della media europea. Ma, comunque, pur sempre in tanti si sono rivolti a banche e finanziarie senza pensarci su piu’ di tanto. Una propensione ad indebitarsi che ha, infatti, portato a una grande cambiamento: da popolo di piccoline formichine, che per comprare qualche cosa si rivolgevano a parenti e amici, gli italiani si sono trasformati in cicale.
Ma poi e’ arrivato lo tsunami economico-finanziario e’ tutto si e’ fermato. Tra licenziamenti e cassa integrazione il peso di quei bollettini da pagare ad ogni fine mese si e’ fatto veramente difficile da sopportare e la paura di non farcela e’ stata molta.
Ma in questi ultimi mesi dell’anno qualche cosa sta cambiando. Almeno secondo quanto emerge dalla ventinovesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia.
Il mercato del credito alle famiglie in Italia ha, infatti, iniziato a mostrare i primi segnali di miglioramento, soprattutto per il segmento dei mutui in quanto, nell’attuale fase di mercato, gli investimenti immobiliari sono diventati un’alternativa piu’ appetibile rispetto agli strumenti finanziari anche in virtu’ del basso livello dei tassi di interesse applicati.
Numeri alla mano, nel primo semestre 2010 il mercato del credito al consumo risulta in contrazione del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma in miglioramento rispetto a fine 2009. Tanto che i dati aggiornati a settembre 2010 confermano il trend di riduzione delle erogazioni: -5,1% nei primi nove mesi.
Il debito delle famiglie italiane si mantiene comunque ben al di sotto della media europea, con un rapporto rispetto al reddito disponibile che si e’ attestato nel primo semestre 2010 al 65%, contro il 97% a marzo 2010 per la media dell’area euro e il 155% del Regno Unito nel 2009.
Nel corso del 2010 la qualita’ del credito alle famiglie mostra un lieve miglioramento, originato prevalentemente dagli strumenti messi a disposizione delle famiglie che hanno avuto un impatto positivo piu’ rilevante nel segmento dei mutui immobiliari. A cio’ si sono affiancate politiche di erogazione piu’ attente da parte degli operatori e comportamenti piu’ cauti delle famiglie nel ricorso al credito. Anche se incerta, questa fase di miglioramento rappresenta comunque un momento di recupero parziale degli equilibri economico finanziari delle famiglie.
I dati aggiornati a settembre 2010 mostrano la riduzione dei flussi dei finanziamenti per acquistare autoveicoli e motocicli (-6,6%), ma anche la crescita dei volumi erogati per comprare altri beni e servizi (arredamento, elettronica, elettrodomestici e viaggi) con un aumento nei primi nove mesi dell’anno in corso dell’1,4%. Per i prestiti personali si registra un’evoluzione negativa (-2,1% nel primo semestre 2010) che si attenua pero’ nel corso dell’anno, portandosi a -0,3% a settembre. Progressivo peggioramento per le erogazioni di cessione del quinto dello stipendio o della pensione, cominciato a partire dal secondo semestre 2009, che ha portato per la prima volta a una decisa contrazione dei volumi erogati (-13,4% nei primi nove mesi del 2010).
Buone notizie arrivano, invece, dal fronte dei mutui che - invertendo un trend negativo iniziato nel 2007 - nel primo semestre 2010 tornano a crescere del 12,1%. Un’espansione che riguarda anche i prestiti per la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione, di surrogazione e di sostituzione, che nel primo semestre 2010 arrivano a rappresentare circa un terzo della produzione (31% dei volumi erogati, contro il 28% del 2009) e mostrano una crescita dei flussi finanziati rispetto allo stesso periodo del 2009 pari al +21,4%. La buona performance di questa tipologia di mutui e’ continuata nel terzo trimestre 2010 (+17,1% nei primi nove mesi del 2010).
L’Osservatorio metta in luce, infine, la preferenza delle famiglie per il tasso variabile: i mutui indicizzati arrivano a sfiorare i tre quarti delle erogazioni (73% dei flussi erogati complessivi), mentre nel 2009 rappresentavano circa la meta’ del totale (48%) e prosegue il ritorno verso le erogazioni dirette di mutui tramite gli sportelli bancari tradizionali.
Fonte Miaeconomia.it |