 Scende dal 7,75% al 7,485% la soglia oltre la quale i tassi fissi sui mutui vengono considerati usurai. Anche per i variabili c’e’ una piccola sforbiciata: dal precedente 3,945% all’attuale 3,84%. I nuovi tetti, fissati dalla Banca d’Italia ogni tre mesi, resteranno validi dal primo luglio al 30 settembre 2010. In particolare, come prevede la legge sull’usura (art. 2 della legge n. 108/96), l’Istituto di via Nazionale comunica non solo la media dei tassi da applicare alle varie forme di prestito ma chiarisce anche la soglia che non puo’ essere superata, perche’ considerata usuraia. Un limite facilmente riscontrabile: i tassi medi rilevati sul mercato vanno aumentati del 50%. Cosi’, attualmente, il tasso massimo consentito per i mutui a tasso fisso e’ il 4,99%, mentre per quello variabile e’ il 2,56% La rilevazione sui tassi effettivi, va ricordato, si svolge sulla base di criteri stabiliti da Bankitalia che, oltre al tasso di interesse, prende in considerazione anche le spese di finanziamento, le polizze assicurative, i compensi di mediazione e tutte le forme di remunerazione diverse dal tasso di interesse. Inoltre, a partire da questa rilevazione, gli intermediari hanno segnalato anche i compensi complessivamente pagati ai mediatori, comprensivi degli oneri direttamente a carico dei clienti e di quelli sostenuti dagli intermediari. La prima componente, a carico dei clienti, e’ peraltro gia’ inclusa nel calcolo del Teg (acronimo di tasso effettivo globale) e concorre alla valutazione della soglia di usura. Nello specifico, nel primo trimestre del 2010, in riferimento ai finanziamenti alle imprese, il compenso (calcolato come percentuale sul capitale finanziato e dato medio ponderato per il numero di operazioni concluse) e’ pari al 2,20%, nel caso dei finanziamenti alle famiglie si sale al 4,51% mentre per i mutui ipotecari e’ pari all’1,33%. In base alla rilevazioni la Banca d’Italia ha, altresi’, segnalato le altre principali categorie di operazioni, stabilendo i seguenti tassi medi: 11,50% per i conti correnti garantiti e non fino a 5.000 euro, mentre per quei conti che superano quest’ultimo importo la soglia e’ pari a 9,14%. 16,28% e’, invece, il tasso medio massimo consentito su base annua per gli scoperti senza affidamento fino a 1.500 euro. Per quelli che vanno oltre questa soglia la percentuale da considerare e’ del 13,21%. Per anticipi e sconti fino a 5.000 euro il livello e’ il 7,33%. Il tasso scende al 5,93% per i finanziamenti tra i cinquemila e i 100mila euro, mentre se si superano i centomila euro il tasso da applicare e’ il 4,12%. Per quanto riguarda, invece, il credito personale la soglia e’ dell’11,55%. Mentre per gli altri finanziamenti alle famiglie e alle imprese la percentuale e’ del 13,08%. Capitolo a parte per i prestiti contro la cessione del quinto dello stipendio e della pensione: fino a 5.000 il tasso medio da applicare e’ del 14,22%, oltre i 5mila euro la soglia sale all’11,25%. Sul fronte del leasing il tasso si posiziona al 9,12% per quello su autoveicoli e aeronavali fino a 25.000 euro e al 7,34% oltre tale cifra; al 3,70% per quello immobiliare; al 9,46% per quello strumentale fino a 25.000 euro e al 5,41% oltre quest’ultimo importo. Il credito finalizzato e’ caratterizzato da un tasso medio al 12,19% fino a 5.000 euro e all’10,93% oltre questa somma. Il revolving vede al 17,37% il tasso medio per i crediti fino a 5mila euro e l’13,12% per quello superiori. Le indicazioni che Bankitalia fornisce trimestralmente sono fondamentali per potenziare la lotta conto l’usura. Ogni giorni la cronaca locale riporta, infatti, casi eclatanti in cui bande criminali sono arrivate a chiedere a poveri malcapitati anche interessi che toccano il 200%.
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