 L’economia globale “probabilmente è uscita dalla fase di caduta libera vista fra fine 2009 e inizio 2010, ma dobbiamo comunque restare prudenti. Non si esclude, infatti, che la strada da percorrere sia accidentata”. A parlare è il numero uno dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet, al Global Economy Meeting di Basilea in Svizzera, dove i governatori delle banche centrali del G-10 hanno discusso della disoccupazione in aumento nelle maggiori economie, e in particolare del suo impatto sulla fiducia e sulle famiglie. “Molti indicatori economici stanno andando meglio di quanto si pensasse” e “tante stime sono state riviste verso l’alto”, ha spiegato il presidente dell’Istituto di Francoforte. Ma la guardia non va mai più abbassata. Infatti, anche se la fase peggiore della crisi ormai è alle spalle, Trichet ammonisce comunque i suoi colleghi: “Le autorità finanziarie mondiali devono prestare grande attenzione alle lezioni delle crisi finanziarie precedenti, perché non sarebbero perdonate in caso di nuove crisi”. Intanto, altre notizie positive arrivano dall’agenzia di rating Moody’s che ha diffuso le sue previsioni. I numeri più delle parole. Secondo quanto si legge nel “Credit Opinion”, quest’anno la crescita italiana sarà del -4,4%, con una crescita dello 0,1% nei prossimi 12 mesi. La valutazione è la più ottimistica fra quelle apparse finora, elaborate sia da istituzioni internazionali come Ocse e Fmi, sia nei documenti ufficiali del governo. Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, parlando al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini a fine agosto, aveva detto: “Nella media del 2009 la caduta del Pil rispetto all’anno precedente risulterà in Italia intorno al 5%”. Pochi giorni dopo l’Ocse, nel suo “Interim Economic Assessment”, parlava invece del 5,2%, comunque meglio del -5,5% di giugno. Mentre le previsioni del governo, contenute nel Dpef presentato a metà luglio alle parti sociali, erano di -5,2% quest’anno e di +0,5% nel 2010. E, dopo un anno e mezzo che non accadeva, segnali di ripresa arrivano anche dal fronte dei consumi. L'Indicatore di Confcommercio (ICC) fa registrare, a giugno e a luglio, due variazioni positive consecutive sia in termini congiunturali che nel confronto con gli analoghi periodi del 2008. A luglio, segnala Confcommercio, hanno registrato due incrementi: su base tendenziale, e cioè rispetto a luglio 2008, l’aumento è dello 0,5% mentre su base congiunturale, e cioè rispetto a giugno scorso, è dello 0,2%. “La crisi è stata profonda e si è fatta sentire, soprattutto nel commercio, mettendo in sofferenza tante piccole e medie imprese. Ma oggi possiamo dire con ragionevole fiducia che la fase più acuta è stata superata, anche se parlare di una ripresa robusta è prematuro”, evidenzia il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Resta scettica sulla ripresa dei consumi invece, una delle associazioni dei consumatori, l’Adiconsum che da parte sua chiede a Confcommercio e a Confesercenti un tavolo di confronto per la ricerca di soluzioni a tutela dei consumatori e di sviluppo della rete commerciale del Paese che rischia di implodere a fronte del mutamento profondo dei modelli di consumo degli italiani e di un sistema distributivo che deve trasformarsi.ù
Fonte: Miaeconomia |