 A breve potranno tirare un sospiro di sollievo gli inquilini a rischio di morosità: è, infatti, imminente una nuova proroga degli sfratti. L’annuncio era stato dato la scorsa settimana dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, spiegando che il provvedimento sarebbe stato inserito nel decreto Milleproroghe che il governo si appresta ad approvare.
E così è stato. In un emendamento al dl, firmato dal relatore, Lucio Malan (Pdl), e depositato in commissione Affari costituzionali del Senato, si richiede il blocco degli sfratti. Ma, anziché gli ulteriori 6 mesi previsti in un primo momento, la proroga varrà fino al 31 dicembre 2010. Sugli sfratti, comunque, le proposte di modifica sono più d’una. “In qualche modo si fa”, ha spiegato Malan.
La richiesta di sospendere qualsiasi atto nei confronti dei cittadini morosi era stata richiesta a gran voce da tutti i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno infatti parlato di “una situazione critica, di fronte alla quale il governo opera una diminuzione dei fondi per il sostegno agli affitti, che dal 2006 al 2009 sono passati da 310.660.000 euro a 181.101.060 euro, con una diminuzione pari al 43%”.
Ma l’immediata proroga dei procedimenti di sfratto non basta. Il Sunia sottolinea anche la necessità di “un intervento tempestivo per avviare concretamente una politica più attenta alle difficoltà che investono le fasce più deboli della nostra società”.
“Il costo dell’abitazione e dei servizi connessi, spiega il Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari, rappresenta ormai un peso insopportabile per le famiglie, accentuato dalla gravissima crisi economica. Sono queste le cause del dilagare degli sfratti per morosità”.
I numeri sono eloquenti.
L’incidenza dell’affitto sulle economie degli italiani continua a crescere e come si apprende da una ricerca della Cgil e Sunia negli ultimi due anni il reddito medio da lavoro dipendente è rimasto stabile, ma gli affitti sono aumentati del 16%. Nelle città ad alta tensione abitativa per una famiglia con un reddito da lavoro dipendente l’affitto incide oltre il 40% (tra il 50 e il 70% a Bologna e Firenze, oltre il 70% a Milano, Napoli, Roma), per una famiglia con due pensioni minime l’affitto incide tra il 50% e il 70%. Tanto che negli ultimi 5 anni, prosegue la ricerca, 120mila famiglie hanno perso la loro abitazione, di cui 100mila a causa della morosità, il restante per necessità del locatore e finita locazione.
Un quadro allarmante evidenziato anche da un’altra ricerca presentata dal Sicet, il sindacato degli inquilini che fa capo alla Cisl, sulle richieste di sfratto del 2009. Un record che ha colpito 150mila famiglie, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente e a finire sulla strada sarebbero soprattutto anziani, malati, lavoratori flessibili, chi stenta ad arrivare a fine mese perché la crisi non colpisce tutti allo stesso modo. E la prima causa di sfratto è la morosità incolpevole: l’impossibilità di pagare l’affitto che riguarda 8 casi su 10.
E così è stato. In un emendamento al dl, firmato dal relatore, Lucio Malan (Pdl), e depositato in commissione Affari costituzionali del Senato, si richiede il blocco degli sfratti. Ma, anziché gli ulteriori 6 mesi previsti in un primo momento, la proroga varrà fino al 31 dicembre 2010. Sugli sfratti, comunque, le proposte di modifica sono più d’una. “In qualche modo si fa”, ha spiegato Malan.
La richiesta di sospendere qualsiasi atto nei confronti dei cittadini morosi era stata richiesta a gran voce da tutti i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno infatti parlato di “una situazione critica, di fronte alla quale il governo opera una diminuzione dei fondi per il sostegno agli affitti, che dal 2006 al 2009 sono passati da 310.660.000 euro a 181.101.060 euro, con una diminuzione pari al 43%”.
Ma l’immediata proroga dei procedimenti di sfratto non basta. Il Sunia sottolinea anche la necessità di “un intervento tempestivo per avviare concretamente una politica più attenta alle difficoltà che investono le fasce più deboli della nostra società”.
“Il costo dell’abitazione e dei servizi connessi, spiega il Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari, rappresenta ormai un peso insopportabile per le famiglie, accentuato dalla gravissima crisi economica. Sono queste le cause del dilagare degli sfratti per morosità”.
I numeri sono eloquenti.
L’incidenza dell’affitto sulle economie degli italiani continua a crescere e come si apprende da una ricerca della Cgil e Sunia negli ultimi due anni il reddito medio da lavoro dipendente è rimasto stabile, ma gli affitti sono aumentati del 16%. Nelle città ad alta tensione abitativa per una famiglia con un reddito da lavoro dipendente l’affitto incide oltre il 40% (tra il 50 e il 70% a Bologna e Firenze, oltre il 70% a Milano, Napoli, Roma), per una famiglia con due pensioni minime l’affitto incide tra il 50% e il 70%. Tanto che negli ultimi 5 anni, prosegue la ricerca, 120mila famiglie hanno perso la loro abitazione, di cui 100mila a causa della morosità, il restante per necessità del locatore e finita locazione.
Un quadro allarmante evidenziato anche da un’altra ricerca presentata dal Sicet, il sindacato degli inquilini che fa capo alla Cisl, sulle richieste di sfratto del 2009. Un record che ha colpito 150mila famiglie, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente e a finire sulla strada sarebbero soprattutto anziani, malati, lavoratori flessibili, chi stenta ad arrivare a fine mese perché la crisi non colpisce tutti allo stesso modo. E la prima causa di sfratto è la morosità incolpevole: l’impossibilità di pagare l’affitto che riguarda 8 casi su 10.
fonte: miaeconomia.it |