 Partirà nel 2010 la sperimentazione in ambito previdenziale con cui si fornirà un'informativa dettagliata sulla pensione totale maturata da ogni lavoratore. Rifacendosi all'esperienza nordica della così detta "busta arancione" infatti il ministro del Welfare, Sacconi, ha reso noto lo scorso 22 aprile che entro il prossimo anno ogni cittadino riceverà una certificazione annuale sullo stato del proprio accantonamento previdenziale e sulle potenziali prestazioni pensionistiche maturate.
L'esempio svedese Una good practice in fatto previdenziale arriverebbe dalla Svezia, dove i lavoratori ricevono ogni anno una "busta arancione" con la quale vengono informati, secondo le stime più aggiornate, su quanto prenderanno di pensione di base e di previdenza integrativa. L'ammontare della pensione dei lavoratori in questo paese dipende dagli anni di lavoro, dall'ammontare dei redditi da lavoro e dalla crescita dell'economia. Il risultato complessivo dipende anche dal modo in cui ogni lavoratore decida di investire il denaro della sua pensione integrativa detta "pensione-assicurativa" o fondo pensione. Da considerare poi che oltre alla pensione gestita dalla Stato, molte persone ricevono una pensione da altre fonti: può essere una pensione integrativa della propria azienda o una pensione privata ottenuta con polizze di risparmio previdenziale.
L'estratto contributivo Nel nostro Paese invece al momento è solo possibile avere informazioni sulla propria situazione contributiva, sia on line che contattando il call center dell'Inps al numero 803.164, richiedendo l'Estratto Contributivo, un certificato che riporta, suddivisi per anno, i dati contributivi registrati negli archivi Inps. L'estratto comprende i contributi da lavoro, figurativi e da riscatto. Questo Estratto serve a tutti gli assicurati Inps per avere il quadro della situazione contributiva suddivisa per anno, tuttavia ha valore puramente informativo e non certificativo.
Pianificazione e controllo In fatto di pensioni non è dunque utile solamente ricorrere ad integrazioni della propria pensione fin dai primi passi nel mondo del lavoro, ma anche controllare meticolosamente la propria posizione per evitare brutte sorprese. Il controllo in genere dovrebbe avvenire anche in via preventiva. È importante, infatti, verificare che lo strumento scelto sia coerente rispetto alle proprie caratteristiche personali, come età anagrafica, propensione al rischio, settore di riferimento e aspettative di rendimento (che nel caso di un fondo pensione non dovrebbero mai essere speculative). Un recente studio condotto dalla Ibbotson Associates, società del gruppo Morningstar, prova l'importanza della dimensione e delle caratteristiche del portafoglio durante la fase lavorativa. Di norma un lavoratore potrebbe permettersi investimenti finanziari più aggressivi, commisurati alle maggiori entrate economiche. Col passare del tempo i margini si riducono e quindi dovrebbe aumentare la prudenza nelle scelte d'investimento.
In sostanza, l'obiettivo generale è quello di mantenere inalterato il proprio profilo di rischio-rendimento adeguandolo ai mutamenti del mercato.
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