 Al workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio, il meeting classico di fine estate sul lago di Como che riunisce i maggiori esperti economici in circolazione, ha partecipato quest’anno anche Nouriel Roubini. L'economista statunitense, che ha previsto l'arrivo della crisi, ha tenuto un intervento che e’ stato particolarmente seguito.
Rubini non e’ particolarmente ottimista per la crescita dell’economia nel secondo semestre dell’anno, ne’ per gli Usa ne’ per l’Europa. Secondo l’economista il Vecchio Continente soffre di politiche troppo austere, che porteranno l’Europa a un periodo economico molto difficile con prospettive di crescita debole. Secondo il suo pensiero, se l'austerita’ nei conti nel breve termine e' necessaria, tuttavia non si puo' continuare a tagliare la spesa pubblica e aumentare le tasse perche' altrimenti il rischio e' quello della recessione. Le politiche dei tagli, affinche’ non si trasformino in recessione, devono essere controbilanciate dalla riduzione del carico fiscale e da politiche di stimolo dei mercati.
Ed e’ proprio l'esaurimento del pacchetto di stimoli fiscali che hanno favorito la ripresa, che porta a Roubini a prevedere una crescita per gli Usa alla fine dell’anno dell’1,2%, meno dell’1,6% stimato. Secondo l’economista la fine degli incentivi fiscali portera’ a un sensibile rallentamento della crescita americana, che pur non essendo tecnicamente definibile come recessione, sara’ comunque avvertito come tale. La cosa peggiore, avverte il professore, e' che poi, una volta in stallo, l’economia potrebbe arrivare molto piu’ velocemente ad una fase recessiva.
L’economista non lo dice ma pare suggerire a Obama di rinnovare gli incentivi in scadenza a fine settembre, o per l’economia Usa saranno guai.
Fonte Miaeocnomia.it |