 Le Borse europee stanno attraversando un momento molto delicato, in balia da una parte degli umori dei ribassisti, specialmente americani e dall’altra dai timori che la crisi finanziaria scatenata da Atene possa creare problemi alla flebile ripresa dell’economia. Oggi c’erano alcuni dati importanti dalla Germania, il principale Paese per valore del Pil in Europa e il terzo al mondo dopo Usa e Giappone, per capire come si sta movendo l’economia del Vecchio Continente.
L'indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche, secondo quanto comunicato dall'Ifo Institute, e’ sceso a maggio a 101,5 punti contro i 101,6 punti del mese precedente e sotto le attese di una crescita a circa 102 punti. E a maggio cala anche, nella stima preliminare, l’indice Pmi, Purchase manager index, l’indice dei direttori agli acquisti. Il Pmi composito cala a 55,5 punti dai 59,3 precedenti, il valore piu’ basso degli ultimi quattro mesi, quello manifatturiero cala a 58,3 punti dal record di 61,5 di aprile, mentre quello dei servizi si attesta a 53,7 punti dai 55,2 precedenti.
Non arrivano segnali incoraggianti neanche dall’Eurozona nel complesso. Anche in questo caso l’Indice Pmi composito in maggio si attesta a 56,2 punti dai 57,3 di aprile, il valore piu’ basso degli ultimi due mesi. L'indice Pmi manifatturiero scende a 55,9 punti dai 57,6 del mese precedente e sotto le attese di 57,4 punti, mentre quello dei servizi sale a 56 punti dai 55,6 precedenti, superando le attese degli analisti. Per fortuna l’Indice Pmi sale nella seconda economia dell’Eurozona, la Francia che vede quello composito nel mese di maggio progredire a 60,5 punti dai 59,2 punti precedenti, al massimo degli ultimi quattro anni. Il Pmi dei servizi balza a 61,9 punti da 59,2 di aprile.
In questo contesto le Borse europee fanno fatica a prendere una direzione e gli operatori stentano a tornare a comprare in un simile clima di incertezza, per altro caratterizzato dalla crescita della volatilita’, che favorisce il mordi e fuggi e non le posizioni lunghe di un certo respiro temporale.
Fonte miaeconomia.it |