 Torna a splendere il sole sul comparto immobiliare. Dopo mesi di tempeste e nubi grigie all’orizzonte, ora arriva una buona notizia: nel primo trimestre del 2010 si sono consolidati tutti i segnali di stabilizzazione del mattone, così come ha rilevato la Banca d’Italia. È nel Supplemento al Bollettino Statistico - in cui si riportano i risultati di un sondaggio congiunturale condotto da Tecnoborsa sul mercato delle abitazioni tra il 6 aprile e il 3 maggio 2010 presso 932 agenti immobiliari - che viene messo nero su bianco questo risultato.
La svolta è chiara: a gennaio, febbraio e marzo le agenzie immobiliari hanno registrato compravendite in aumento, prezzi stabili e un aumento del volume di nuovi incarichi a vendere. E per i prossimi mesi gli operatori sono ottimisti e stimano un ulteriore miglioramento nelle prospettive del mercato, anche se resta l’incertezza sugli andamenti futuri del mercato nazionale. Numeri alla mano, il numero di case vendute è aumentato di oltre il 12% rispetto al periodo precedente, in linea con i segnali di stabilizzazione già emersi nello scorcio dell’anno secondo le rilevazioni dell’Agenzia del Territorio. Mentre la di operatori che hanno venduto almeno un immobile è salita al 71%, il valore più alto dall’inizio delle rilevazioni nel gennaio 2009. Ma, al recupero del numero totale di compravendite effettuate mediante intermediazione nelle aree non urbane del Nord, si è contrapposto un calo in quelle urbane del Centro e del Sud. Per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni, nei primi tre mesi dell’anno è proseguito il calo della quota di agenti che segnalano una diminuzione dei prezzi, scesa al 42,6% dal 45,4% rilevato a fine 2009. Inoltre, il sondaggio ha evidenziato un aumento della quota di coloro che ne riscontrano una stabilità, che per il terzo trimestre consecutivo si colloca sopra il 50%, rispetto al 37,1% registrato per il primo trimestre 2009. Le opinioni al ribasso si confermano prevalenti nelle regioni del Sud e del Nord Est, salendo in misura più pronunciata al Centro. Capitolo a parte per gli incarichi a vendere. Secondo quanto si legge nel Bollettino di Bankitalia, resta elevata la divergenza tra i prezzi di offerta e di domanda. E tra le cause di cessazione dell’incarico a vendere, il 64,2% degli agenti indica che la motivazione principale è rappresentata dall’assenza di proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate. Inoltre sono di nuovo aumentate le percentuali di coloro che segnalano un ritiro dell’incarico dovuto ad attese di prezzi più favorevoli o a proposte di acquisto a prezzi troppo bassi per il venditore. Restando in tema, va detto nel primo trimestre del 2010 il margine di riduzione del prezzo di vendita è leggermente diminuito, passando dal 12,1% rilevato nell’inchiesta svolta in gennaio all’attuale 11,7%. Un fenomeno che ha interessato principalmente le aree non urbane del Nord Est e del Centro. Così i tempi che intercorrono tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva si sono lievemente ridotti: 6,4 mesi rispetto ai 7 mesi necessari alla fine dello scorso anno. Analizzando, invece, le modalità di finanziamento degli acquisti, emerge che la quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario è diminuita a circa il 66% (70% nella rilevazione precedente), con una flessione più accentuata nelle aree non urbane del Nord. Mentre il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile si è stabilizzato intorno al 71%. Infine, con uno sguardo al futuro gli agenti immobiliari intervistati si sono detti realisti per quanto riguarda le prospettive del mercato nazionale. È, infatti, in deciso aumento l’incidenza delle attese di stazionarietà della situazione generale a breve termine rispetto all’inchiesta precedente: si è passati dal 59,5% al 65,2%.
Fonte miaeconomia.it |