Cessione del quinto, finanziamento


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CESSIONE DEL QUINTO - FINANZIAMENTO

cessione del quinto - finanzitalia
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18/11/2010 - Stabili i costi dei conti correnti

Caro, carissimo conto corrente. Praticamente un salasso per tutti gli italiani che, nonostante la ventata di trasparenza che ha investito le banche e le novita’ normative introdotte dalla Banca d’Italia, continuano a pagare costi elevatissimi per la gestione di questo servizio.
L’introduzione obbligatoria dell’Isc, vale a l’Indicatore sintetico di costo che riunisce tutte le voci di spesa che gravano su uno specifico conto corrente, la campagna di comparazione dei conti correnti realizzata PattiChiari o la spinta che e’ stata data all’utilizzo dell’home banking non sono, infatti, serviti per tagliare questo costo che resta stabile rispetto allo scorso anno.
Cosi’ come rivela il dirigente della vigilanza di Banca d'Italia, Andrea Generale, in un'audizione al Senato presso la Commissione straordinaria sull'andamento dei prezzi spiegando che da un'indagine condotta nel 2010 e' emerso che la spesa media, al netto dell'imposta di bollo, e' risultata “in linea con quella rilevata l'anno prima”, vale a dire pari a 114 euro.
In particolare, si sono lievemente ridotti i canoni e le spese per prelievi e pagamenti, afferma il dirigente di Via Nazionale, ma “sono cresciute le altre spese variabili che includono gli eventuali oneri in caso di utilizzo dello scoperto di conto”. Ricordando che “i conti aperti da meno di tre anni sono molto meno costosi di quelli vecchi”.
Un po’ di numeri.
L’indagine, riferita alle spese effettivamente sostenute dalla clientela nel 2009 ha riguardato 563 sportelli e 8.364 clienti. Alla fine di giugno di quest’anno, il numero di conti correnti di deposito facenti capo a famiglie consumatrici era pari a 34,3 milioni. E di questi circa il 15% (pari a 5,1 milioni) erano detenuti presso Poste Italiane. Il 55% dei conti era aperto presso sportelli delle regioni settentrionali, il 22% nelle Regioni centrali, il 23% al Sud e nelle Isole.
Costi esorbitanti, quindi, questi dei conti corrente, ma non i piu’ alti d’Europa. Il dirigente della Banca d’Italia Generale ha, infatti, respinto al mittente l’accusa sollevata dai senatori durante l’udienza, spiegando di non poter condividere l’affermazione.
“I dati del confronto internazionale - ha precisato - non sono affidabili perche’ basati su ipotetici pacchetti di consumo dei conti correnti e non e’ detto che il sistema di servizi dato in Italia sia lo stesso di quello dato all’estero”. Tuttavia il dirigente della Banca d’Italia ha sottolineato che sui costi dei conti correnti l’attenzione dell’istituto e’ massima. “Non possiamo imporre strutture delle tariffe a operatori che sono sul mercato, ha detto. La nostra potesta' e' sulla trasparenza e il conto corrente semplice non puo' essere imposto per legge. Ci puo' essere solo la moral suasion”.
Capitolo a parte per la tendenza all’aumento della commissione di massimo scoperto. “Le lacune dell'attuale normativa che l’ha abolito - ha sottolineato Generale - consentono ancora oggi di mantenere commissioni dalla struttura opaca, complessa e molto diversificata.
Questo perche’ il massimo scoperto viene calcolato sul picco dell'importo utilizzato, “non permettendo al cliente di sapere in anticipo quanto gli costera' il credito e creando spazi a prassi scorrette quali l'applicazione del tasso extra-fido sull'intero saldo debitore, anziche' sul solo sconfinamento, o il calcolo delle commissioni riferito al saldo a debito per valuta anziche' a quello disponibile”.
Bankitalia ha, infine, bacchetta le banche per l’adeguamento “non pienamente soddisfacente” riguardo alla completezza delle informazioni contenute nei fogli informativi alla possibilita’ di scelta della clientela tra diversi contratti”.
Pronta la replica dell’Abi. “Le nostre commissioni sono determinate dall’esercizio della piena concorrenza tra una amplissima platea di operatori, garanzia di condizioni competitive a vantaggio della clientela”.

Fonte Miaeconomia.it

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