 Dal 20 marzo è operativo il mediatore civile che si occupa anche delle controversie in materia di contratti bancari, assicurativi e finanziari. Lo scorso ottobre, invece, al posto dell’Ombudsman dell’Associazione bancaria italiana, è entrato in funzione l’Arbitro bancario finanziario (Abf) per dirimere i litigi su conti correnti, mutui, prestiti personali o carte di credito (anche revolving) per operazioni fino a 100.000 euro. E poi c’è l’Uffici reclami presente in ogni istituto bancario.
Insomma, quando si è indispettiti con la banca o con gli intermediari finanziari parchè si ritiene di aver subito un torto o di essere stati oggetto di n comportamento scorretto, si hanno diverse strada da percorrere.
Questo, tuttavia, è solo un lato della medaglia. Perché avere più chance per rifarsi con le banche, dimostra anche evidentemente quanto siano pessimi i rapporti degli istituti con i propri clienti. Così come ha fatto notare, nel suo intervento all’Abi, vice direttore della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola.
I numeri più delle parole. Secondo i dati evidenziati dalla dirigente di via Nazionale, solo nel 2009 Bankitalia ha ricevuto circa 7.500 esposti. Quasi il doppio rispetto a un anno prima e che nella maggior parte dei casi hanno riguardato le condizioni economiche dei conti correnti, soprattutto per l’applicazione delle commissioni su affidamenti e sconfinamenti e massimo scoperto, nonostante i recenti interventi del legislatore. Una zona che viene definita da Tarantola come “grigia, dove regna opacità, complessità e scarso confronto tra le condizioni”.
Mentre negli ultimi 3 anni sono stati condotti oltre 2.600 accertamenti presso sportelli e direzioni generali, per valutare come le banche stiano applicando le nuove regole su portabilità, estinzione anticipata e cancellazione ipoteche.
Normative che - ha sottolineato quindi Tarantola - “continuano, in non pochi casi, ad essere applicate in modo formale, senza il necessario convincimento”. Sono, infatti, “significativi i casi di non piena osservanza della disciplina, che hanno determinato l’irrogazione da parte delle Banca d’Italia di sanzioni pecuniarie, l’invio di lettere di richiamo, la sospensione dell’effettuazione di talune operazioni, la richiesta di restituzione di somme impropriamente percepite”.
Una situazione che ha, quindi, spinto Bankitalia a richiedere “un cambiamento sostanziale perché lo sollecitano il mercato e i consumatori, che spesso lamentano una scarsa qualità delle relazioni con le banche, e perché lo richiede l’Autorità di vigilanza”.
La priorità per la banca centrale italiana è, quindi, chiara: “accrescere la reputazione è fondamentale per ridurre i rischi, per migliorare la competitività”. Ovviamente si tratta di un percorso “lungo e difficile”, ha evidenziato Tarantola, perché “sono necessari cambiamenti nell’organizzazione aziendale che richiedono tempo e impegno. Ma i risultati possono non essere subito percepiti dal mercato”.
Secondo il vice direttore, “è quindi necessario, affinché ciò si realizzi, costanza e un forte commitment degli organi di vertice delle banche. Solo così potrà essere assicurata coerenza tra le linee strategiche della banca, i modelli di business, le modalità di commercializzazione e i tipi di prodotti offerti alla clientela: elementi, questi, essenziali per garantire risultati economici duraturi, sostenibili, conseguiti attraverso un rapporto corretto con la clientela”.
Fonte Miaeconomia.it |