 E siamo a 64. E' lo sterminato numero di banche Usa che hanno chiuso dall'inizio del 2010, portando altri miliardi a carico dell'Fdic, l'ente federale che e' stato istituito da governo statunitense per evitare il peggio al momento della crisi. Nel giro di pochi giorni si sono aggiunte alla lista nera qualcosa come 7 banche regionali, un po' da tutte le parti del paese.
C'e' il Missouri, che ha visto nel fine settimana chiudere due banche, ma anche Washington, Michigan e perfino altri tre istituti di Porto Rico. Tutti in fila con l'Fdic che e' stato costretto a intervenire con quasi 7,4 miliardi di dollari, per le sole banche portoricane sono stati impiegati qualcosa come 5,28 miliardi di dollari a fronte di depositi per 14,84 miliardi.
Forse non e' un caso che il quotidiano Wall Street Journal sottolinei come l'Fdic stia affrontando una raffica di fallimenti come non se ne vedevano dagli inizi degli Anni 90, in occasione della crisi del risparmio e dei prestiti.
In parte come previsto, forse, ma il segnale non e' incoraggiante, nel solo mese di aprile ben 23 banche statunitensi hanno chiuso i battenti, per adesso il mese record come se la recessione non si stia allontanando ma proprio il contrario. Il circolo vizioso sembra essere legato anche al mondo del lavoro, tanto che si prevede un aumento ulteriore delle chiusure a fronte dei tassi di disoccupazione che rimangono alti e impediscono alle famiglie di onorare parecchi arretrati pendenti.
Tanto che la progressione e' impressionante, a gennaio 15 banche venivano chiuse, a febbraio scendevano a 7, per poi decollare a 19 in marzo fino appunto ai 23 fallimenti di aprile. A conti fatti siamo gia' quasi alla meta' delle 140 banche chiuse in tutto il 2009, anche se ci troviamo ad appena un terzo dell'anno.
Fonte miaeconomia.it |